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Intervista a Enrico James Scano, scrittore


imageIntervista a cura di 
Maurizio Caruso

interviste@mebook.it – www.mebook.it

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"Scrivo, penso, costruisco." è il suo motto. La sua cinefilia ha portato Enrico James Scano, scrittore cagliaritano, a laurearsi brillantemente con una tesi su tecnica e linguaggio cinematografico.
Nel 2014 riesce a pubblicare un libro dal titolo "Tempi moderni", una raccolta di racconti e poesie che richiama al periodo del cinema muto dove traccia una linea dell'attuale crisi di valori della società in cui viviamo, miscelandola con personaggi di fantasia, portatori di speranza e lealtà...

 





Benvenuto Enrico su Mebook. Partiamo con una domanda sul tuo passato. Magari un aneddoto particolare o un balenio nella mente che ti ha sospinto a scrivere...
(E.S.) C’è sempre una prima volta anche nella vita di uno scrittore, una prima pagina scritta. La mia è stata quella scritta ancora bambino su un semplice diario che i miei genitori avevano realizzato apposta per me vista la fantasia che emergeva dai miei temi sui banchi di scuola. Rileggere quella prima pagina che parlava della caducità della vita mi fa sempre un certo effetto. Sono sempre stato un po’ lirico e malinconico, ma nel senso positivo del termine si potrebbe dire. Ho sempre desiderato cercare di esprimere a parole qualcosa di intangibile come lo sono i sentimenti. Un vero e proprio bisogno dell’anima.

"Scrivo, penso, costruisco." Questi verbi messi in questo ordine rappresentano la metodologia che segui per procedere alla scansione narrativa dei tuoi racconti?
(E.S.) Credo che la mia mente creativa sia sempre molto attiva nella osservazione della realtà che mi circonda. Presto molta attenzione ai sentimenti espressi dalle persone con cui mi capita di entrare in contatto e con persino maggior interesse cerco di comprendere quelli inespressi e tenuti a lungo dentro. Sono molto curioso delle inclinazioni umane ma il mio intento non è giudicare, solo raccontare. Poi è come se tutti questi dati vengano processati dalla mia ispirazione poetica che arma la mia mano di penna e mi permette di rappresentare sul foglio ciò che sento e vedo. Solo dopo arrivano le altre due fasi del Penso e del Costruisco. Rifletto su ciò che il mio flusso di coscienza ha buttato giù e valuto eventuali risvolti o conseguenze emotive del lettore. Per questo motivo tolgo quello che è in eccesso, un po’ come uno scultore fa con la sua pietra. Mi piace che rimanga l’essenziale. Dunque è come se avvenisse una vera e propria costruzione del racconto, un rimodellamento continuo fino ad arrivare alla forma che reputo migliore. In questo c’è forte l’influenza dei miei precedenti studi universitari in ingegneria. Alla base dei miei racconti c’è sicuramente quindi un metodo scientifico e il risultato finale è un mix tra ragione e sentimento, che mi rappresenta anche come persona.

Andando a ritroso, all'incirca al 2012, hai cominciato come giornalista scrivendo su varie riviste sarde. Su cosa vertevano solitamente quegli articoli?
(E.S.) Ho iniziato la mia esperienza come giornalista già dal 2008 collaborando e scrivendo per un foglio cittadino che si occupava di notizie locali. Da subito mi sono occupato di raccontare il nostro substrato artistico dando spazio a musica, cinema, pittura, tradizioni e ai creativi che portano per il mondo i loro talenti. Ho continuato a seguire questo percorso anche per le mie collaborazioni con le varie riviste, allargando i miei orizzonti non solo alla dimensione artistica regionale ma anche a quella nazionale.

Nel 2014 fai una svolta. Prima una fiaba sulla natura "L'eremita di Fontana blu" pubblicata in digitale dalla casa editrice InKnot e poi nel giro di pochi mesi "Tempi moderni" con Youcanprint. Cosa è cambiato nella vita di Enrico James Scano? Di quanti racconti e di quante poesie è formata la raccolta?
(E.S.) Il 2014 è stato un anno magico, denso di cambiamenti. Ho raggiunto alcuni importanti traguardi professionali che mi stavano a cuore e sono arrivato alla fine di un percorso. Mi sono messo in discussione e ho cominciato un nuovo cammino. Sono in continua evoluzione e alla continua scoperta di me stesso. “L’Eremita di Fontana Blu” era già in cantiere dal 2013 ma magicamente ha visto la luce in ebook grazie all’interesse mostrato dalla Inknot che ha addirittura realizzato degli splendidi disegni per accompagnare la storia, facendone una affascinante fiaba illustrata. La fiaba ha avuto origine dal mio grande amore per la Natura. Io credo che il Principio Assoluto, Dio o come lo si voglia chiamare, sia immantinente in tutte le cose del mondo e che la Natura ne sia il suo più splendido esempio. Tutti noi dovremmo sentire la responsabilità verso di essa. Siamo tutti depositari fin dall’origine di questo ruolo di tutela che purtroppo sempre più spesso viene violata da anime che hanno perso la strada e perso di vista il senso della vita. Già solo riuscire a far riflettere solo una di queste persone sarebbe un grande risultato per me. Poi è arrivato “Tempo moderni”, fortemente voluto e da me completamente realizzato. Si tratta di una piccola raccolta di miei racconti e una manciata di poesie. Tutte le storie che ho inserito hanno una morale, non sono fini se stesse. Ho scritto anche storie divertenti e dense di humour perché fondamentalmente ho una grande verve comica ma non si trovano in questo libro. Ho dato spazio a storie di oggi che potrebbero essere le storie di domani ma anche quelle di ieri. Perché in verità passa il tempo, le società cambiano, ma i sentimenti umani rimangono immutati, sono sempre quelli, sono l’unica costante. La nostra società odierna è sempre più veloce, lascia sempre meno spazio ai sentimenti e più alla materialità. La citazione è volutamente riferita ai “Tempi moderni” di Chaplin dove l’uomo è intrappolato dai meccanismi delle macchine e perde di vista la bellezza della vita.

Nel racconto "La deriva" narri la fuga di un androide con una macchina del tempo verso il passato. Secondo te, quanta differenza c'è tra un mondo di fantasia fantascientifico e la realtà che ci circonda odiernamente? 
(E.S.) Non ci sono molte differenze perché siamo già noi fantascienza oramai. Stiamo connessi tutto il giorno attraverso apparecchi elettronici e si comunica a colpi di post, ci spostiamo sempre più velocemente, si opera attraverso sofisticati computer, esistono protesi bioniche, uomini robotizzati e robot umanoidi e via dicendo. Il passo ormai è davvero molto breve. Come ho detto prima rispondendo alla domanda precedente, si pensa che il passato abbia sempre qualcosa di più interessante e pulito del presente ma in proporzione ogni epoca ha le sue contraddizioni e le sue brutture. Il genere umano non cambia, i suoi sbagli e le sue passioni sono sempre le stesse. Sono le condizioni al contorno a mutare. È il tempo a stendere un velo sulle cose e a dare una parvenza di positività a ciò che è stato e a mettere alla berlina il presente e il futuro che si presenta sempre più minaccioso. Ma il futuro fa paura perché è sconosciuto. Affrontare il passato è molto più semplice perché lo conosciamo e lo possiamo gestire, ci dà molta più sicurezza.

Molto lirico è il racconto "L'intruso" dove si presume che una malattia sta per uccidere il protagonista e il suo sguardo si rivolge alla luna e agli astri con un'inquietante domanda. C'è un riferimento in particolare al volo che deve compiere l'anima dopo la morte del corpo?
(E.S.) Sì, si tratta di un riferimento molto forte al viaggio delle anime verso gli astri, verso il cielo e verso l’Assoluto. Un ritorno a quella dimensione da cui si è giunti su questa terra. L’Assoluto è tra di noi, lo viviamo ogni giorno, ci guarda e ci consola con la sua bellezza e la sua muta presenza. Sta a noi accorgerci della sua rassicurante vicinanza.

Mi ha colpito la poesia "Piove rumore". Ho avvertito un certo pessimismo di fondo di fronte ad un blocco dei sentimenti, universale, che coglie tutto il genere umano. Ma questo "rumore" cosa è esattamente per te?
(E.S.) “Piove rumore” è un urlo disperato e assordante, figlio di questa società, spesso ingrata, in cui ci ritroviamo a vivere, frutto di scelte discutibili fatte in passato o di una naturale evoluzione che potrebbe forse portare pure all’autodistruzione. Più che di pessimismo si parla di dinamiche reali innescate nel tempo che rendono più difficili anche i rapporti umani oltre che la quotidianità di tutti noi. Arriva per chiunque ogni tanto quel momento in cui si vede tutto nero, in cui non si riesce a vedere una prospettiva. A quel punto non ci resta che l’urlo interiore lanciato in quella tempesta che si scatena in noi quando siamo più vulnerabili. Fortuna che anche quei momenti passano, prima o poi. Dopo si ricomincia a lottare. Ma questo potrebbe essere sicuramente un mondo più felice se solo tutti noi affrontassimo un percorso di riflessione sulla vera essenza di questa esistenza e di quanto l’amore e la semplicità delle piccole cose quotidiane siano la vera e unica gioia.

Volevo approfondire questo tuo amore per il cinema, come mai questa scelta di laurearti con una tesi sul linguaggio cinematografico?
(E.S.) Il cinema mi ha sempre affascinato. Mentre la macchina fotografica riesce mirabilmente a bloccare il tempo in un’immagine, la videocamera riesce a fissare flussi di immagini e a riprodurli a piacimento. Si tratta di vere e proprie magie. Il cinema è un modo alternativo di usare la videocamera per raccontare storie. Invece di usare la penna sfrutta delle tecniche visive e recitative che permettono di far arrivare allo spettatore delle sensazioni. Sono sempre stato incuriosito dai set cinematografici e dal modo di costruire questi racconti visivi per cui spesso e volentieri ho addirittura partecipato come comparsa ad alcune produzioni cinematografiche per studiarne sul campo tutte le sfumature. Adoro il mondo della comunicazione e così per la mia tesi ho scelto di raccontare questo diverso modo di esprimersi, che comunque si basa sempre su una sceneggiatura scritta, per cui la scrittura e la Settima Arte alla fine sono quasi sempre strettamente correlate. Il tutto alla fine parte sempre da una ispirazione e intuizione personale.

Scrivi racconti abbastanza brevi dove riesci a inglobare bene la trama con il personaggio che vive la storia. Per il futuro hai in mente di continuare con queste micro-storie o allargherai i tuoi orizzonti magari scrivendo un romanzo? E di che genere sarebbe?
(E.S.) Mi piace scrivere micro storie dove racchiudere dei piccoli universi con una morale. Ma nei miei progetti ci sono anche storie più lunghe come i romanzi. Nel cassetto ne ho uno che tratta di una saga familiare in cui i vari personaggi vengono seguiti nel cammino della loro vita. Sarebbe un romanzo molto lirico, ispirato ai grandi autori europei di fine 1800 e inizio 1900 che io adoro sempre leggere e che mi hanno formato. Un altro romanzo nel cassetto invece ha come protagonista un giovane di oggi alle prese con i problemi legati alla sua realizzazione nel lavoro e nella vita, il tutto trattato in modo comico e fantasioso. Uno stile molto diverso da quello dei miei micro romanzi ma che sicuramente rappresenta un altro lato del mio carattere, quello più solare.

Dove possiamo acquistare "Tempi moderni" di Enrico James Scano? Come stai mandando avanti la campagna promozionale?
(E.S.) “Tempi moderni” è costituito da 16 racconti e un pugno di poesie. Lo si può acquistare online, sia in formato cartaceo che in quello e-book, presso i siti delle principali librerie come Rizzoli, Mondadori, IBS, Hoepli, Feltrinelli e ovviamente anche sul sito YoucanPrint.it. Per la promozione ho scritto numerosi articoli sul web o pubblicato dei piccoli estratti. L’idea è poi quella di fare un mini tour di presentazioni a cominciare dalla mia Sardegna per poi approdare anche a Torino, dove sono di casa, e da lì spostarmi in altri centri della Penisola. Vi anticipo che sto lavorando a un’altra raccolta di racconti e poesie, un po’ più corposa e strutturata, che vedrà la luce entro la fine dell’anno. L’idea è quella di presentare assieme le due pubblicazioni, simili per certi versi ma anche molto diverse visto che la nuova avrà chiara l’impronta della mia personale evoluzione. In ogni caso si parlerà sempre molto di sentimenti e della nostra società.

Nel gennaio del 2015 Il tuo racconto "Il mare tra le righe" è finito in decima posizione nel nostro concorso "Giovani Grandi Autori" pubblicato in e-book da Falvision Editore. Quanto conta per te una pubblicazione in cartaceo, qual è il valore che tu dai a questo aspetto?
(E.S.) Pubblicazione in cartaceo vs pubblicazione in e-book. Due facce della stessa medaglia. I due tipi di pubblicazione hanno entrambi i loro pregi così come le loro limitazioni. Il libro non consuma energia elettrica, non ha bisogno di connessioni, profuma di carta, si può toccare e distribuire materialmente, porta i segni del tempo e si può esporre nelle librerie e biblioteche. L’e-book invece lo si può avere direttamente sul proprio dispositivo con un click, lo si può condividere e pubblicizzare più facilmente online, costa di meno e fa risparmiare carta, non invecchia mai, occupa meno spazio ed è più leggero. Ovviamente un e-book non potrà mai avere il buon profumo della carta di un libro stampato esattamente come un libro non potrà mai competere con le possibilità di gestione che un e-book può dare. Per questo penso che uno non escluderà mai del tutto l’altro, libro ed e-book continueranno a coesistere per molto tempo ancora.

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(E.S.) MeBook è veramente una intuizione meravigliosa. Si tratta di un’ottima opportunità per chi scrive di far conoscere i propri lavori, per entrare in contatto con i colleghi, per partecipare a eventi del settore, essere pubblicati o partecipare a concorsi letterari. È una piattaforma che migliora giorno dopo giorno, che si arricchisce di contenuti, che stimola la partecipazione e il mettersi in gioco. Lunga vita a MeBook!  

Grazie della tua intervista e buone vacanze dal nostro staff!

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