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Intervista a Pierluigi Di Cosimo, scrittore


imageIntervista a cura di 
Maurizio Caruso

interviste@mebook.it – www.mebook.it

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Ha fatto nascere un personaggio, un amico immaginario, che, prima ha giocato con lui, poi è cresciuto, insieme sono maturati verso una consapevolezza allo scrivere piccoli racconti, a romanzare storie per adulti. Quello che gli detta tutto è Pic, quello che esiste davvero e che ordina tutto il materiale da dove provengono e dove tutti i sogni finiscono è lo scrittore romano Pierluigi di Cosimo.

 

 

 

Benvenuto Pierluigi su Mebook. Ti senti privilegiato ad avere un amico come PIC? Ricordi perchè l'hai chiamato così?
(P.D.) Grazie per l’introduzione, fino ad oggi non avevo pensato che il mio amico immaginario si fosse subdolamente nascosto dentro di me per suggerirmi i testi, ma, ora che mi ci fai pensare, potrebbe non essere così strana la cosa. Infatti, un bel giorno è semplicemente scomparso e non ricordo nemmeno quando. Mi piace pensare che ognuno di noi quando è piccolo abbia un amico immaginario accanto a sé, solo che alcuni riescono a vederlo e ad interagire, altri no, quindi si mi sento un privilegiato. Il perché lo chiamai così, sinceramente non lo ricordo, cercavo solo un nome breve e che fosse facile da ricordare e probabilmente che iniziasse con la P.

Dal mondo della fantasia passiamo alla pagina scritta. La pubblicazione del tuo romanzo "I rotoli dell'immortalità" uscito ad ottobre del 2013. L'azione si svolge in parecchie parti del globo. Il protagonista è un killer al quale è stato affidato il compito di capirne i segreti, segreti da scandagliare e provenienti da un mondo sotterraneo. Possiamo definirlo un romanzo avventuroso e allo stesso tempo mistery?
(P.D.) Sicuramente, in questo romanzo ci sono molte componenti, l’avventura, il mistero, l’amore, la malvagità, ma anche l’ironia. A me piace definirlo più un omaggio a quel mondo meraviglioso che è il cinema e a molti dei suoi protagonisti. Un mondo in cui ho avuto il piacere di vivere per ben diciassette anni. Infatti nel racconto ci sono alcuni camei presi proprio dal mondo del cinema per chi sa coglierli.

Leggo sul tuo blog che la tua famiglia ti sostiene in questa tua "progettualità" creativa. Quanto uno scrittore, secondo te, ha bisogno di un habitat tranquillo dove poter lasciare filtrare idee e immaginazioni? Come coniughi il lavoro che svolgi per vivere e questa tua predisposione alla scrittura?
(P.D.) Sì, la mia famiglia mi è sempre vicina e spesso traggo proprio da loro l’ispirazione e la tranquillità che mi servono. Di sicuro lavorare in un ambiente sereno, dà, secondo me, una marcia in più. Riesci a sentire i tuoi pensieri, a visualizzare le azioni e a percepire le emozioni che i tuoi personaggi vivono in ogni scena. Anche la confusione e il lavoro servono, ti aiutano a trovare personaggi o situazioni che non avresti mai vissuto se fossi rimasto dietro una scrivania. Insomma, il lavoro, lo stress quotidiano ti danno l’ispirazione, la tranquillità ti permette di svuotare la mente e mettere i pensieri su carta. L’importante è riuscire a coniugare le due situazioni, cosa che spesso, soprattutto in questo periodo purtroppo non riesce.

Il tuo secondo romanzo "Dove tutti i sogni finiscono" è di tutt'altra pasta. Gli elementi principali sono il paranormale e l'onirico. I due protagonisti Pietro e Pamela sono alla ricerca, attraverso un viaggio mentale dentro se stessi, dell'itinerario che compiono i sogni e dove vanno a terminare. Potremo considerare questa trama come una sorta di seduta psicoanalitica? Quanto c'è di fantasioso e che legami ci sono con la psicoanalisi?
(P.D.) Nei miei libri non ci sono mai messaggi o legami con la psicoanalisi, i miei racconti vogliono rapire il lettore e portare la sua mente a vivere un viaggio, delle emozioni forti stando comodamente seduto o sdraiato, quindi non parlerei di retrospettive. "Dove tutti i sogni finiscono" è in fondo un inno all’amore, quello con la A maiuscola, anche se passa per una trama particolare. E poi, senza svelare nulla, ma leggendo attentamente, ci si accorge che in fondo i sogni finiscono quando si realizzano.

"Molly" è un breve racconto dove si nota subito la tua passione per la suspence e per la cucina. Con questi ingredienti sapientemente miscelati hai creato una storia che sa di quotidiano e artistico metodo per cucinare una pietanza. Cosa hanno in comune lo scrivere e il cucinare, c'è bisogno di stile per entrambi?
(P.D.) "Molly", forse non ci crederai, ma l’ho scritto e corretto in mezza giornata. E’ uscito di getto, mentre ascoltavo la canzone dei Saint Motel menzionata nel racconto. Spesso la musica mi ispira, ed è per questo che in tutti i miei scritti ci sono dei “brani musicali”, sono un po’ la colonna sonora della scena, proprio come nei film e solo chi riesce a concentrarsi e a riprodurre nella propria testa la musica mentre legge, godrà appieno della scena. Comunque tornando alla cucina, è l’altra mia passione e forse più che di stile parlerei di creatività, divertimento e passione. Ti invito a visitare il mio blog di cucina per approfondire.

Hai usato il self-publishing per far venire più velocemente alla luce i tuoi romanzi. Che tipo di risultati hai ottenuto dal punto di vista delle vendite e delle recensioni?
(P.D.) Come la maggior parte dei novelli scrittori, credo, ho iniziato provando con le case editrici e poi, stanco dei continui rifiuti e peggio delle non risposte, sono passato al self-publishing. Con il senno di poi, oggi, andrei diretto al self-publishing. Certo è un mondo in cui devi stare dietro a mille cose se vuoi veramente provare ad emergere, cosa che purtroppo io non riesco a fare dovendo lavorare. Sono comunque soddisfatto dei risultati, più della recensioni, spesso arrivate da perfetti sconosciuti, che dalle vendite, seppur il numero dei download gratuiti sia molto alto.

Oltre PIC, che fa parte del tuo mondo infantile e che ti ha regalato una fervida ispirazione, c'è stato un autore che ti ha fatto crescere intellettualmente, che ti ha dato delle solide basi per il tuo lavoro da scrittore?
(P.D.) Devo ringraziare molti autori, da Stephen King a Conn Iggulden, a J. K. Rowling, a C. S. Lewis, solo per citarne alcuni, ma soprattutto mio zio Pietro che mi fece conoscere, quando ero piccolo, il mondo dei romanzi e dei gialli Mondadori. Da quel momento sono diventato un lettore vorace e onnivoro e mi pregio del fatto che ogni libro comprato mi è sempre piaciuto, credo di aver sviluppato una sorta di telepatia con i libri. Purtroppo oggi il tempo è tiranno e non riesco più a leggere come un tempo, devo confessare, infatti, che la cosa mi manca e mi fa arrabbiare. Leggere è cibo per la nostra mente, e in questo momento sono affamato.

Sei stato contemporaneamente impegnato in altre tre opere, forse le hai quasi ultimate. Una di queste s'intitola "I racconti della Nera Signora" dove è inserito "Molly". Sono sulla falsariga di questa storia oppure hanno argomenti diversi. Chi è questa 'Nera Signora', una strega?
(P.D.) La Nera Signora, è una costante nei miei libri, in realtà rappresenta la morte in tutto il suo splendore e in tutte le sue sfaccettature. Potrebbe sembrare macabro, ma in realtà è qualcosa da cui nessuno può fuggire e lei è sempre accanto a noi. I racconti della Nera Signora sarà una raccolta di racconti brevi, diciamo noir, in cui tutto sembra tutto e il contrario di tutto. Un’altalena di emozioni da vivere in poche pagine, sai, un po’ come quelle caramelle con il seltz dei miei tempi, fuori normali, ma appena le mordi ti riempiono la bocca di bollicine

"I racconti del Calamaio" è una storia ambientata storicamente nell' Irlanda dell'Ottocento. Senza anticipare troppo ci puoi dire qualcosa sulla trama?
(P.D.) Certo, il racconto in realtà nasce per la richiesta dei miei figli di scrivere qualcosa che potessero leggere anche loro, a differenza dei primi due romanzi non proprio adatti a dei bambini. Così ho messo insieme un’idea che avevo nel cassetto, il calamaio e il mondo del fantasy con streghe, elfi e licantropi. Però non mi lascerei ingannare da questa breve descrizione, non è assolutamente un libro di favole per bambini, alla fine mi sono fatto prendere la mano da Pic e il racconto ha preso una strada più adulta. Certo non ci saranno scene troppo crude, ma posso assicurare che non deluderà. E poi diciamo che la scena dall’Irlanda si muove fino alla Londra di fine ottocento, dove, non sto nemmeno a dirlo, si aggirava un noto e losco personaggio.

A che punto sei invece con "I maledetti casi risolti di Ely"? Tra l'altro è un titolo provvisorio, si sa solo che la protagonista è una giornalista dai capelli rossi fuoco...
(P.D.) Solo allo stato embrionale, ho in mente tutta la trama e ho buttato giù qualche pagina, oltre ad aver preso diversi appunti che serviranno nel corso del romanzo. Il personaggio principale del romanzo, Ely, me lo ha ispirato una carissimi amica, giornalista eccezionale, anche lei proveniente dal mondo del cinema. Avrà molti dei suoi tratti caratteristici. È successo tutto una sera, stavamo bevendo una cosa insieme e parlando dei miei primi due racconti, ad un certo punto mi disse, magari potrei far parte di uno dei prossimi racconti, mi si è subito illuminata la lampadina e ho visto tutto il libro scorrere nella testa. Ora devo solo finire quelli prima e mettere anche questo su carta.

Dove possiamo acquistare i libri che hai già pubblicati? Che tipo di lettore sei, acquisti su internet, frequenti le biblioteche?
(P.D.) Come dicevo all’inizio sono un lettore “onnivoro”, leggo di tutto se mi piace. Dai libri d’amore ai thriller più spietati agli storici, sia di grandi nomi sia di self-publisher, quello che mi manca ora è il tempo, purtroppo. Adoro passeggiare tra gli scaffali delle librerie, ascoltare i sussurri dei libri, leggere qualche riga ed entrare in sentimenti con il libro e, quando accade, lo compro. Comunque, ora grazie a internet e alla comodità che offre a chi possiede pochissimo tempo, molti dei miei acquisti avvengono tramite questo canale, sia in cartaceo che in e-book. E mi dispiace che ad esempio una funzione di Amazon che ti permette, acquistando il cartaceo di avere anche l’e-book, non sia disponibile in Italia. I miei libri si possono trovare sia in formato e-book che cartaceo sulle principali piattaforme, Amazon, Kobo, Smashword, iTunes, etc…, oltre che anche in alcune librerie tradizionali che aiutano gli scrittori self. Inoltre sono stati tradotti anche in Spagnolo, Ceco e le lingue arriveranno presto.

Opinioni su Mebook...
(P.D.) Mi sono iscritto a questa piattaforma da diverso tempo. All’inizio era molto “acerba”, poco curata nell’aspetto e con pochi contenuti. Però con piacere l’ho vista crescere, evolversi, migliorarsi, riempirsi di contenuti e di partecipanti. Ho iniziato a conoscere le persone che ci sono dietro, persone che stanno dando gran parte di se stesse a questo progetto, facendogli prendere la direzione giusta. Di sicuro una piattaforma che consiglierei ai miei amici scrittori e lettori. Vorrei con l’occasione ringraziare la redazione per l’opportunità di svelare qualcosa di più su di me e sulle miei opere attraverso queste simpaticissime domande, che mi hanno regalato e spero anche a voi una piacevolissima conversazione.

Grazie della tua intervista e buon lavoro dal nostro staff!

Il profilo di Pierluigi Di Cosimo su Mebook!