Mebook! Social Network!
Log in

Intervista a Filippo Gigante, scrittore

 

imageIntervista a cura di Mirela Stillitano

interviste@mebook.it – www.mebook.it

Registrati gratis su Mebook

 

Ben ritrovati, amici di Mebook, oggi intervistiamo un giovane autore : Filippo Gigante.

 

 

Lei è nato in un paesino della Puglia, Alberobello, famoso per i suoi trulli. Senza dubbio un luogo pieno di fascino e di storia. Crede che possa aver influenzato, o suscitato una particolare  propensione a descrivere con le parole i moti dell’animo umano, che tali paesaggi possono determinare?

L’animo umano riesce a catturare tutto ciò che l’esterno dona inconsapevolmente con i suoi profumi, i suoni, i silenzi e le immagini. La natura della mia terra è senz’altro benevolmente responsabile delle mie ispirazioni e nutro una considerevole stima per tutto ciò che attraverso i dettagli riesce a smuovere la mia creatività, la mia fantasia. Il mare e i boschi della mia amata Puglia, le particolari vie del mio bel paese sanno sempre influenzare i colori delle emozioni descritte nei miei libri, ma è pur sempre responsabile la bellezza della nostra Italia che attraverso ogni sua regione permette ad un qualsiasi artista di poter trovare la migliore ispirazione.

Quando ha avvertito la prima volta l’impulso a scrivere?

Ne ho sentito l’esigenza fin da piccolo. Ho sempre amato leggere. Ho iniziato a decifrare le lettere dell’alfabeto, mi piaceva imparare a leggere parole sempre più complicate e poi adoravo la grafia della mia insegnante d’italiano a cui ho poi dedicato parte del mio romanzo d’esordio. Nel tempo, per conto mio, ho studiato grafologia e iniziato a scrivere alcuni racconti brevi e tante poesie. Più scrivevo e più mi sentivo libero di comunicare, di dar voce alle mie emozioni.

Ho letto nella sua biografia che ama il mare e il bosco, sembrano luoghi in antitesi, laddove il mare apre lo sguardo verso l’orizzonte, spesso disperdendo la nostra attenzione fra pensieri liberi, il bosco lo chiude facendo soffermare sui particolari e la realtà che ci circonda. Un po’ come il bianco e il nero. Questo mi richiama alla mente il titolo del suo primo libro. Di cosa parla?

Ed è proprio la differenza tra questi due luoghi ad essere presente nelle pagine del mio romanzo “Bianco e nero”. La natura è uno degli elementi più importanti, nonché chiave di lettura di alcuni passaggi descritti nei capitoli (nel libro denominati “respiri”). Amo il mare e il bosco, luoghi in cui riesco a trovare sempre nuove fonti di ispirazione. Nella gioia dello stare a contatto con la natura, riesco a dimenticare, almeno per un po’, tutti gli aspetti più tristi e negativi di una vita comune a tante altre. “Bianco e nero” illustra anche questo attraverso gli occhi del protagonista Alex. Il romanzo si muove sulla sottile linea che separa il bene dal male e dimostra la cecità dell’uomo di fronte alla bellezza della vita. Sarà l’irruzione nella vita di Alex del mondo del circo, con le sue regole così fuori dall’ordinario, e l’amicizia con il clown Damabiah a cambiare le cosiddette carte in tavola. Un incontro particolare e poetico sarà forse la chiave per avvicinare, finalmente, cuore e mente. Con questo romanzo sento di aver fatto parlare anche la parte più intima della mia vita, quella che cattura e cura i sentimenti.

Perché scrive?

Più andavo avanti con i miei percorsi di studio e più mi rendevo conto, anche grazie a numerose esperienze che mi hanno arricchito e maturato, che avevo la possibilità di comunicare qualcosa agli altri attraverso la scrittura. Scrivo perché desidero affrontare tematiche legate al continuo mutare della gente tra contrapposizioni, spiritualità e dolore. I miei personaggi soffrono, ma come le fenici rinascono dalle proprie ceneri e i loro sacrifici son sempre premiati con nuovi eventi inattesi e benevoli. Sono consapevole del fatto che la maggior parte dei lettori, è riuscita a far suoi alcuni dei respiri e dei tuffi (i capitoli dei miei libri) leggendo tra le righe, momenti e stati d’animo simili a quelli del proprio vissuto. È bello sapere come molti lettori si sentano, tutt’oggi, i veri protagonisti dei miei scritti. È bello sapere come alcune frasi dei tuoi libri siano diventati dei tatuaggi sulle schiene e sulle braccia di chi ha trovato nelle mie storie la forza e il coraggio di ricominciare. Quando c’è tutto questo intorno a te, come fai a smettere di scrivere? Impossibile.

Cosa si aspetta da se stesso, attraverso la scrittura a cosa mira?

Dal mio “Io” scrittore, mi aspetto una continua maturazione stilistica in grado di far innamorare sempre più lettori. Scrivere per me è saper comunicare dei messaggi. Saper raccontare storie che possano smuovere gli animi e far sviluppare nuove riflessioni, nuove concezioni di vita, pensieri positivi che sappiano formare l’uomo a porre attenzione alle piccole cose, restando ancorato allo spessore di valori, come l’amore e l’affetto, che rischiano di perdersi nella loro unicità.

La sua ricerca interiore a che punto è arrivata?

Forse nemmeno a metà strada. La ricerca di noi stessi è un viaggio sempre più carico di nuove esperienze ed è per questo motivo che bisogna sapersi arricchire da ogni conoscenza. Penso che ogni uomo abbia in sé mondi. Se dovessi contare i miei mondi, ne evidenzierei principalmente due: il mondo reale e Monte Lontano, una terra dell’immaginario in cui il protagonista Alex del mio romanzo “Bianco e nero” si perde tra le sue riflessioni.

Quanto è importante la fantasia per uno scrittore e come alimenta la sua?

Quando mi si chiede di parlare della “fantasia”, mi viene in mente il concetto di subcreazione caro allo scrittore Tolkien, autore della famosa trilogia de “Il Signore degli Anelli”. Nei miei libri sono il subcreatore dei fatti raccontati. Lo scrittore inglese riteneva che un autore, per quanto guidato dalla fantasia, è solo un umile servitore della verità che si cela nella realtà. Questo mi porta a confermare come ognuno di noi possa racchiudere in sé la verità più grande: vivere come un essere umano in grado di poter condividere o meno esperienze che possono capitare a chiunque. La bravura di un artista sta proprio nel plasmare attraverso mondi immaginari la rappresentazione della realtà.

La piscina delle mamme, suo ultimo libro, come è nato e a cosa deve questo interessante titolo?

Spesso l’ispirazione nasce un po’ dalla realtà quotidiana, da un piccolo gesto, da una forte esperienza, una conoscenza… tutto può portarti a concepire l’idea, la trama per una storia nuova e così è stato per “La piscina delle mamme” che nasce proprio grazie ad un incontro, di qualche anno fa, con due signore straniere residenti da un po’ di anni in un vecchio palazzo al centro della città di Bari e qui, per qualche mese, ho condiviso con alcuni amici una casa in attesa di rientrare nel collegio universitario, chiuso per una ristrutturazione e dove normalmente risiedevo durante i miei studi universitari…  Sarà stato il caso o il destino ma se non fosse stato per questa ristrutturazione, non avrei mai conosciuto queste due signore sulla settantina d’anni che, forse per la loro età avanzata, credevano di essere un po’ le mamme di tutto il vicinato ed immaginavano, inoltre, di possedere una piscina all’interno di un giardino comune. La loro vita e le loro esperienze sono ben lontane dalle vite delle due protagoniste del romanzo, ma la loro forza nel raccontare alcuni loro episodi del passato mi ha spinto a delineare il profilo di Olga e Berta. Le due protagoniste raccontano il dolore e la perdita di un amore sgretolato dalla mano sanguinaria di una guerra che colpisce e rovina la bellezza della città di Praga, ormai lontana da ogni visione propositiva. I cuori feriti di Olga e Berta, troveranno cura e rinascita in un paese italiano che si affaccia su un suggestivo lago. Qui, attraverso la ricerca di nuove abitudini, sogni letterari, particolari vicini di casa e passioni artistiche e gastronomiche, saranno pronte a ricominciare a vivere raccogliendo ogni speranza, ricomponendo il loro personale puzzle vitale.

Dove è possibile acquistare i suoi libri?

I miei libri sono acquistabili su tutti i bookstore digitali (GooglePlay, Amazon, IBS, Feltrinelli,…). “La Piscina delle Mamme” è ordinabile anche in tutte le librerie.

Come valuta l’esperienza con Mebook?

Ho creato il mio profilo http://www.mebook.it/profile/filippogigante ed ho potuto sperimentare un ulteriore modo per poter promuovere la mia scrittura attraverso un portale che credo abbia delle grandi potenzialità. Una esperienza sicuramente positiva. Un grazie al team di MeBook per il loro lavoro editoriale e un ulteriore grazie a tutti i curiosi e i lettori di questa intervista. Buone storie a tutti! Vi aspetto sul mio sito ufficiale: www.filippogigante.it  

Grazie a te Filippo, buon lavoro e buone storie!