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Intervista a Maurizio Foddai, scrittore

imageIntervista a cura di Mirela Stillitano

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Ben ritrovati, amici di Mebook! Riprendiamo le nostre interviste, parlando oggi con uno scrittore decisamente interessante: Maurizio Foddai.

 

 

Chi è Maurizio Foddai, in 10 parole ? Badi bene, non di più!

Un eterno sognatore, uno da bicchiere sempre mezzo pieno

Principalmente, nella sua vita, ha svolto la professione di architetto. Da sempre sono convinta che uno scrittore, quando si accinge a raccontare qualcosa, metta nero su bianco un progetto, che nello svolgimento della narrazione subirà varie modifiche, un po’ come i disegni e i calcoli degli architetti, che si adattano nel corso dell’opera a tutte le incognite non previste e necessitate dalla realtà. Ha anche lei un ordine prestabilito che poi stravolge, quando immagina una storia?

Per la verità, quando incomincio a raccontare una storia, non ho la più pallida idea di come vada a finire. Mi lascio trascinare dai personaggi, da quello che fanno, da come reagiscono agli eventi. Soltanto dopo i primi quattro o cinque capitoli il progetto prende forma. E allora può capitare che torni a modificare quei quattro o cinque capitoli iniziali. Un mio professore d'Università diceva che gli strumenti più importanti per un architetto sono la gomma per cancellare e il cestino della carta. Credo che per uno scrittore sia lo stesso. Ci vuole molto coraggio a tagliare parti intere della prima stesura di un romanzo, ma è necessario.

Nel suo blog (Voce narrante.altervista.org) ho letto questa frase, particolarmente  coinvolgente : “nella vita di ognuno di noi arriva un momento in cui ci assale fortissimo il desiderio di cambiare tutto. È una sorta di orizzonte degli eventi, un punto di non ritorno. Vorremmo premere un immaginario pulsante di reset per ricominciare da capo…” Ha mai premuto questo pulsante o avrebbe desiderato farlo?

Non ho mai avuto modo di premere quel pulsante, ma ho desiderato più volte di farlo. Qualche volta per insoddisfazione, qualche altra per semplice curiosità di sapere come sarebbe andata se avessi fatto qualche scelta diversa.

Cosa sente mentre scrive?

Sono molto coinvolto nelle storie che racconto. Partecipo alle gioie e alle angustie dei personaggi e quando arrivo alla fine mi dispiace. È un po' come quando gli amici se ne vanno dopo una bella serata.

Scrive anche delle valide recensioni. Quanto, secondo lei, una buona recensione contribuisce al successo di un libro e quanto il gusto personale dei lettori?

Mai fidarsi delle recensioni. Anche le recensioni sono dettate dal gusto personale di chi le scrive. Certo, se le recensioni sono in prevalenza concordi nel giudicare un'opera, forse vale la pena di tenerne conto. Ma alla fine, quello che conta, sono le emozioni che un libro procura a ognuno di noi. E ognuno di noi è diverso da tutti gli altri.

Indichi un libro che non dovrebbe mai mancare nella libreria personale di chi ama la letteratura.

Uno solo? Allora non mi resta che rispondere senza rifletterci troppo. Un libro che non è un capolavoro della letteratura, non tratta grandi temi della vita, ma che ha fatto galoppare la mia fantasia di ragazzo, essendo avventura allo stato puro, e che ancora oggi non mi stancherei mai di rileggere: "Le due tigri" di Emilio Salgari.

Ha una personalità ben bilanciata e tuttavia poliedrica, scopro che in passato è stato anche attore. Recitare la vita è come viverla, o piuttosto vivere, spesso, si riduce ad una recita?

Il teatro è verosimiglianza e per gli attori quello che accade sul palcoscenico, in quel momento, è vero. Ma molto spesso, nella vita reale, ci troviamo costretti a recitare parti che non sono le nostre.

Mi direbbe qualcosa in più delle notizie reperibili sul suo libro “Un testimone pericoloso” ?

È la storia di un uomo al quale si presenta l'occasione di vivere una vita diversa da quella di cui si sente prigioniero. La vita di un altro. Senza sapere però che ne erediterà anche il destino. E' un thriller. Non posso dire molto di più. Bisogna scoprirlo pagina dopo pagina. E le sorprese non mancano.

Ha pubblicato con Libro/mania il romanzo Un Testimone Pericoloso. Con il romanzo Il Riflesso di un Assassino è risultato fra i dieci finalisti del torneo letterario «IoScrittore 2013», organizzato dal gruppo editoriale Mauri Spagnol. Ha scritto, inoltre, il romanzo Il Varco Invisibile di prossima pubblicazione. Dove è possibile acquistare le sue opere?

Due parole su Il riflesso dell'assassino. Ho utilizzato gli strumenti del genere noir per raccontare la crisi di un uomo dei giorni nostri, sopraffatto dalle avversità. Potrebbe essere la storia di molti.Per il momento questi due romanzi sono disponibili solo in formato e-book. Si trovano su Amazon e sui principali stores di libri digitali.

Come valuta la sua esperienza con Mebook?

Ottima. Ho conosciuto un sacco di persone con i miei stessi interessi: i libri, in particolare. Un saluto a tutti gli amici di MeBook!

 

Ok la ringraziamo per la splendida intervista. A presto.

 

Il profilo di Maurizio Foddai su Mebook! http://www.mebook.it/profile/mauriziofoddai