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CONSIGLI ALLO SCRITTORE - METODI DI TUTELA DI UN MANOSCRITTO ALTERNATIVI ALLA SIAE

 

Mebook-Ornella-Calcagnile

a cura di Ornella Calcagnile

ARTICOLO 4 - METODI DI TUTELA DI UN MANOSCRITTO ALTERNATIVI ALLA SIAE 
(Società Italiana degli Autori ed Editori).


Beh, credere che il manoscritto di un esordiente possa essere rubato o plagiato è quasi assurdo forse, magari da superbi, ma se siete semplicemente persone gelose e protettive verso i propri tessssori, allora vi riporto qualche metodo che probabilmente avrete già sentito nominare.

  • Auto-invio con raccomandata e ricevuta di ritorno;
  • Apposizione data certa;
  • Auto-invio tramite PEC.

Ciò che segue è frutto di esperienza e di risposte ricevute in merito all’argomento.


Metodi di tutela di un manoscrittoInviarsi il manoscritto con raccomandata e ricevuta di ritorno
, non è un metodo sicuro per testimoniare la proprietà intellettuale di un manoscritto, anche perché è difficile provare che il contenuto del pacco non sia stato alterato. Il pacco auto-invitato deve essere in buone condizione e mai aperto fino al momento della dimostrazione di appartenenza del testo.

Se una persona è portata a scrivere molto, con questo metodo, si ritroverebbe immersa da pacchi chiusi da tenere con cura, per cui, intuirete che non è una soluzione comoda.

 

Apposizione di data certa, in breve, sarebbe una spedizione ma senza l’invio effettivo perché l’affrancatura è annullata dall’apposizione di un timbro. Questa procedura  attesta l’esistenza di un documento in una determinata data e solitamente è riservata agli atti notarili e affini, o comunque a documenti di poche pagine, perché ogni pagina dovrebbe essere timbrata e affrancata.

In ultimo, procedura che io consiglio, è l’auto-invio tramite PEC (Posta Elettronica Certificata)

La valenza è come quella di una raccomandata solo che il “pacco” non può essere aperto, alterato o danneggiato, non occupa spazio, ed è una prova riconosciuta e siglata da una firma digitale.  Per la sua utilità, imprese, pubbliche amministrazioni, etc., usano la PEC e non le tradizionali email o raccomandate. La casella PEC costa pochi euro all’anno (dai 7 € per un servizio base, poi dipende dal dominio) e ci si può auto-inviare comodamente da casa tutti i testi che si è intenzionati a tutelare.

Cit* Al momento dell'invio di una mail PEC il gestore PEC del mittente si occuperà di inviare al mittente una ricevuta che costituirà valore legale dell'avvenuta (o mancata) trasmissione del messaggio con precisa indicazione temporale del momento in cui la mail PEC è stata inviata. In egual modo il gestore del destinatario, dopo aver depositato il messaggio PEC nella casella del destinatario, fornirà al mittente una ricevuta di avvenuta consegna, con l'indicazione del momento temporale nel quale tale consegna è avvenuta.

In pratica dopo l’auto-invio dovreste ricevere indietro tre messaggi: mail inviata con allegato e due ricevute.

Conclusione:

La raccomandata non sempre è ritenuta valida come prova di paternità, mentre la PEC è più sicura e agevole. L’apposizione di data certa, non la considero neanche ma non l’ho mai provata, se siete coraggiosi e volete avventurarvi in una peripezia all’ufficio postale, siete liberi di farlo e avrete la mia stima!

Il mio consiglio: PEC tutta la vita.

Buona scrittura e buona tutela!

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