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Intervista ad Artemide Baraldi

 Le Interviste di MeBook - Artemide BaraldiIntervista a cura di Mirela Stillitano

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La scrittrice che incontriamo oggi, dice di sé: emiliana in procinto d'avviarsi nel mezzo del cammin della sua vita, originaria di quella bassa modenese laboriosa, pragmatica e sopraffatta dalle viscere della terra, scampata per puro caso al terremoto del 29 maggio 2012, reduce da anni di battaglie campali contro la burocrazia italiana per la propria identità, amante della notte, appassionata di fantascienza distopica e cultrice dell'epica vampiresca, ascoltatrice di metal gotico e sinfonico nonché ammiratrice sconfinata delle sinuosità muliebri. Lei è Artemide Baraldi!

Artemide, ho letto molti dei tuoi racconti e delle tue poesie, con vivo interesse. Nel panorama letterario contemporaneo ti distingui per assoluta padronanza della parola. A seguire ciò che scrivi, si ha quasi l’impressione tu ci faccia l’amore, è così?

Ci faccio l'amore e ci gioco, sì, è così. M'appassiona riportare a galla parole desuete, anche del XV-XVI secolo, e riuscire a inserirle in racconti ambientati nella contemporaneità o nel futuro. Mi piace tantissimo elaborare versi, contorcere concetti, fra una strofa e l'altra rovesciare a mio piacimento la direzione da far intraprendere a un poema. Adoro, infine, mescolare le arti, infilare i miei componimenti negli intermezzi musicali prescelti, declamarli con piglio spiccatamente teatrale, nonché trasformare gli stralci di testo letti in monologhi o recitazioni particolareggiate.

Quando hai scoperto la passione per la scrittura?

La passione per la scrittura ha avuto un piccolo fuoco fatuo iniziale, quando a 18 anni componevo poemetti amorosi tipici di quell’età immatura. L’esplosione vera e propria è accaduta quando divenni indipendente e mi trasferii a Bologna a 22 anni, fra recensioni, articoli di giornale e il blog che tenevo all’epoca, purtroppo cancellato dalla scomparsa della piattaforma Splinder. A 24 anni, nel 2007, vidi le mie prime opere pubblicate, le poesie “Tambureggiamenti lesbici” e “Tregenda ellenica ammantata di saffiche insegne” nell’antologia Saffo che riuniva vari autori del sito rossovenexiano.com, ed edita da Lulu.com.Nell'ultimo trimestre del 2007, poi, redassi i primi racconti di “Soavi Feticismi”: fu la nemesi della prima cotta provata nella mia vita per una donna lesbica, infruttuosa e durata un interminabile anno e mezzo.

“Soavi feticismi” , il titolo sembra parlare da solo, ma ti andrebbe di dirmi qualcosa di più?

“Soavi Feticismi” è una raccolta di undici novelle e quattro poesie, a tematica erotica in accezione molto ampia: si parla infatti di omosessualità femminile, transessualità, ermafroditismo, BDSM, fetish e vampirismo. Dieci degli undici racconti sono ambientati in una Norvegia onirica, presente solo nella mia mente, mentre “Missing Sarah” si svolge nella Germania settentrionale. È stato scritto fra settembre del 2007 e settembre del 2009, e pubblicato “solo” nel febbraio del 2013. Trattare certe tematiche ha costituito per me motivo di rottura sia rispetto alla letteratura lesbica (nello specifico), sia rispetto all'immagine della donna nella letteratura erotica (in senso generale) in cui m'imbattevo nei vari imput culturali dell'epoca. Trovavo la sessualità nella letteratura lesbica mediamente melensa e tendente al mainstream, perciò ho voluto caricarla d'una tensione fortissima e con pratiche di nicchia, mentre la donna nella letteratura erotica (soprattutto etero) era calcolatrice, razionalizzava troppo l'atto, tipo “dammi un colpetto in questa posizione e dopo, quando mi giro, due in quest'altra”, così ho creato personaggi muliebri dal carattere marcato, che si lasciano guidare dall'istinto e soverchiare dalle pulsioni, e che sanno conferire diverse forme d'estemporaneità alla loro vita passionale. Tutti i personaggi, fra l'altro, hanno qualcosa di me, soprattutto Gunvor in “Due donne a Trondheim” e Hjørdis in “La calciatrice”.

Per un lettore, abituato a libri in un certo senso più casti, gli argomenti da te trattati possono apparire difficili da comprendere o persino da accettare. Ti sei mai scontrata con pregiudizi e incomprensioni?

Direi di no, una delle fortune di essere donne transessuali consiste proprio nel fatto che, una volta superati lo “scandalo” e gli imbarazzi per ciò che si è, la gente impara a non aspettarsi nulla su ciò che si fa! Scherzi a parte (ma neanche troppo), dai miei scritti penso che traspaia una profonda consapevolezza delle tematiche che tratto, e che essa derivi da passate “militanze” tanto nell'associazionismo LGBT, quanto nell'ambiente BDSM: perciò, al cospetto d'un ampio bagaglio d'esperienze in seno a diverse culture underground, secondo me per un eventuale interlocutore prevenuto diventerebbe persino difficile esprimere le proprie perplessità e/o i propri pregiudizi.

L’amore saffico, è amore al pari di qualunque altro, ma in talune delle tue poesie è sublimato a tal punto dalla tua capacità di narrarlo, da elevarlo  ad una forza sovrannaturale e impossibile da dominare. E’ così?

Grazie, e spero che le mie lettrici/i miei lettori lo percepiscano così, se fossi io ad affermarlo con sicumera verrei tacciata di poca modestia... Ad ogni modo, desidero idealmente che le mie poesie e i miei racconti siano un tramite attraverso il quale (ri)scoprire la ricchezza della cultura lesbica, da Saffo all'Orlando di Virginia Woolf, dalle sètte vestali nell'aristocratica Francia settecentesca, splendidamente descritte da Pidansat de Mairobert in “Amori saffici”, ai libri di Ann Bannon e Violette Leduc. Nonostante l'oblio plurisecolare con cui le società misogine e patriarcali hanno cercato d'ammantare l'amore fra donne, alla fine esso ne è uscito più vitale e fortificato: ciò rappresenta uno sprone a nobilitarlo, e un meraviglioso pungolo per encomiarlo al meglio delle mie possibilità.

Racconti l’eros con realismo, audacia e sensibilità. Sembra un controsenso o, per te, non lo è? Esiste o non è mai esistito, in realtà, un modo universale di concepire il corpo e le sue passioni?

Penso che non lo sia, nel momento in cui queste tre caratteristiche rappresentano alla fine diverse declinazioni dello stesso afflato indagatore sulle recondità della mente e, di conseguenza, anche degli impulsi corporei. Non penso sia mai esistito un modo universale di concepire il corpo e le sue passioni, basti pensare al fatto che le evoluzioni sulla tematica nelle società occidentali, da Costantino fino all'uomo vitruviano, si siano basate essenzialmente sulle interpretazioni che si susseguivano a proposito d'un unico "oggetto di studio", il Cristo crocifisso. Se non ci può essere un modo universale di concepire il corpo e le sue passioni, però, secondo me si può provare a delineare diverse modalità quanto più universalmente inclusive possibili.

Artemide  nella religione dell'antica Grecia, era la dea della caccia e delle iniziazioni femminili. Nella vita di tutti i giorni , ti senti più cacciatrice o preda dell’ispirazione compositiva? A cosa o da cosa ti fai ispirare?

Mi sento più preda dell'ispirazione compositiva, se non altro perché, una volta che la nebbia iniziale con cui una trama è avvolta comincia a diradarsi, non la “aggredisco” subito, ma la lascio decantare, fino a quando non “matura” per inerzia, e solo a quel punto avvio la stesura del testo. Per il resto, non c'è alcuna fonte d'ispirazione particolare, all'infuori della mia mente. La quale lavora in due modi: o crea dal nulla schegge di potenziali trame, che poi riordino a mano a mano che il raziocinio s'affianca alla estemporaneità creativa (lavoro parecchio sfibrante, tra l'altro). Oppure un film, una serie TV o un video musicale mi "folgorano", e nel giro di qualche minuto ho già introiettato l'ispirazione, elaborando il conseguente canovaccio. Negli ultimi due anni e mezzo ho divorato parecchie decine di serie TV (mi piacciono soprattutto quelle inglesi, di sopraffine qualità autoriali, recitative e fotografiche, nonché quelle canadesi), con annesse letture dei forum degli spettatori, delle interviste degli attori e dei registi, studio dei pregi e dei difetti delle relative sceneggiature, ecc ecc ecc... Questo immane “lavoro” ha comportato un miglioramento nella mia elaborazione di trame, a livello di profondità e ricerca del dettaglio.

2062.Il Castello delle Amazzoni, di cosa parla?

Parla d'uno stuolo di soldatesse, di differenti nazionalità, che sogna di costituire un Paese di sole donne, e che alla fine della quarta guerra mondiale si trova al confine fra le odierne Ungheria e Romania dopo alcuni mesi di rotta. La trama segue alternativamente le loro vicende, e lo svolgimento delle trattative post-belliche a Parigi fra vincitori (Francia e alleati) e vinti (Prussia). Oltre a massicci dosi d'erotismo saffico, nel libro è presente anche una forte impronta fantapolitica (nella quale si narrano gli avvenimenti che hanno condotto fino al conflitto, corredati di cartine e bandiere per una loro maggiore comprensione) incorniciata da pennellate di fantascienza distopica.

Dove è possibile leggere o acquistare i tuoi libri?

In formato e-book, le mie opere si possono trovare sui siti di Damster ed ErosCultura, così come su Amazon, libreriarizzoli, excalibooks, IBS, lafeltrinelli.it, cubolibri e hoepli.it Le versioni cartacee di Damster sono disponibili in diverse edicole di stazioni ferroviarie. L'elenco si trova a questo link: http://www.damster.it/index.php/librerie/edicole-delle-stazioni-ferroviarie

I miei libri si trovano anche presso: Libreria Trame (Via Goito 3, Bologna), Tentazioni Shop (Via Ruffini 188a, Modena), Eros e Psiche Sexy Shop (Via Recchi 2, Mirandola - MO), Inevitabile Follia Sex Store (Via Claudia 3477-3479, Savignano sul Panaro - MO), Libreria Incontri (Piazza Libertà 28, Sassuolo - MO) e Renée Loveshop (Piazza Martiri Partigiani 20, Sassuolo - MO) 

Come valuti la tua esperienza con Mebook?

Molto buona, soprattutto per la fruizione immediata che consente, il mix fra lo stile di Twitter (versante bacheca) e quello di Facebook (per le richieste d'amicizia e nell'ambito della promozione e visibilità degli eventi postati) secondo me funziona benissimo.

Grazie da parte di tutto lo staff e buone vacanze!

Il profilo di Artemide Baraldi su Mebook! http://www.mebook.it/profile/ArtemideB