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Intervista a Flavia Cantini

 


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Intervista a cura di Maurizio Caruso

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L'arte è una scommessa con se stessi
, ci si mette in gioco aspettando una reazione e quando la reazione c'è in un certo senso hai vinto. Flavia Cantini, artista ligure proveniente da un paese ricco di storia alle spalle come Cairo Montenotte, l'ha dimostrato scattando fotografie, realizzando brevi film e pubblicando romanzi, cogliendo quell'attimo che a molti sfugge.

La tua prima creazione è un cortometraggio, una fotografia o un romanzo? E in che periodo hai avuto la tua prima folgorazione?
(F.C.) Ho sempre avuto nel sangue la passione per il video e la scrittura, tant'è che a 6 anni scrivevo le prime favolette e a 9 sapevo che avrei studiato per essere operatore video. Se devo pensare a una prima creazione posso pensare ai soggetti (alcuni ingenui ma che conservo ancora con affetto) per film che scrivevo ancora bambina. Poi ho scritto poesie nell'adolescenza e a 18 anni il primo tentativo di romanzo, rimasto però incompiuto.

Il tuo romanzo d'esordio "Notti senza luna" edito dalla Casa Editrice Arduino Sacco è diviso in due volumi. Fantascienza e paranormale sono gli ingredienti principali...
(F.C.) Sì, è diviso ora in due volumi e devo ancora trovare un degno finale per questa storia che, in origine, nacque come trilogia fantasy ambientata ai giorni nostri. Selene, la giovane e solitaria protagonista, è da sempre osteggiata e isolata dal resto del paese e non sa spiegarsi il perché fino a quando, compiuti i dodici anni, si trova dinnanzi a qualcosa di soprannaturale, di terribile che la porrà di fronte a una realtà ben diversa. Coloro che la odiano e hanno persino tentato di ucciderla non sono esseri umani bensì demoni che, piano piano, sono al lavoro per sottomettere l'intero pianeta. Ma perché hanno in odio soltanto lei tra tutti gli altri umani e per quale motivo si sono mostrati proprio a lei, ragazzina dodicenne? Un anziano prozio, eremita e esperto di paranormale, le svelerà non pochi segreti e la vita di Selene cambierà per sempre sotto il peso di una Missione al fianco del Bene. Sfruttando una cornice fantasy e sovrannaturale volevo anche riflettere sui temi della Solitudine, dell'eroe solitario, del rapporto amore/odio e bene/male. Il primo volume parla del riscatto della "pecora nera", di coloro che vengono presi in giro dalla società, raccontano il dilemma tra amore e odio, il senso di colpa, la difficoltà a prendere decisioni difficili, del bene che può trionfare sul male. Il secondo volume si presenta come un fantasy-psicologico, un viaggio interiore attraverso paure e “fantasmi” del passato per condurre (forse) la protagonista ad una rinascita, finalmente libera da condizionamenti e fragilità.

Come si legge nella tua biografia nel 2011 realizzi il tuo primo cortometraggio dal titolo "Il Filo di Arianna" dove non c'è nessun personaggio umano e la protagonista è una banconota. Ma ne hai girati altri 7 se non sbaglio...
(F.C.) Il video è l'altra mia grande passione, il mestiere che sto tentando di fare con le unghie e con i denti. Sì, nel 2011 ho esordito con questo particolare cortometraggio dove, appunto, rovescio il senso di protagonista, facendo diventare le persone "accessori" e un oggetto protagonista unico. Poi, volendo fare come professione l'operatore di ripresa e montatore video, ho ovviamente continuato ad affinare la tecnica realizzando altri video, tra cui un film indipendente sul tema misterioso delle Masche (streghe) piemontesi e un documentario (in fase di ultimazione) sul piccolo ma vitale borgo di Valcasotto, in provincia di Cuneo. Poi altri cortometraggi, anche di pochi secondi, e un reportage sulla Fiera Regionale della Zucca a Piozzo, Cuneo. Sul mio canale Yotube "Flavia Cantini" si può seguire la mia produzione in costante aggiornamento.

L'ispirazione è una scintilla iniziale che passa e va e serve da spinta per la creazione, il resto è pazienza, dedizione e sacrificio. Come vivi le fasi del processo creativo?
(F.C.) Tutto per me parte proprio dall'ispirazione, da quella scintilla che si accende all'improvviso nella mia mente e mi presenta una traccia, una bozza, a volte anche un singolo dettaglio di una storia che poi io devo andare a sviluppare (come narrativa o come filmato). Per me questa è la fase più importante, quella dove nasce tutto e da lì tutto si evolve, piano piano, fino a diventare trama completa. Mi lascio trasportare dall'ispirazione, dalle analogie, da un sottile filo rosso che congiunge i vari pezzi del puzzle fino ad arrivare alla completezza. Dopodiché tiro le somme e rivedo il tutto prendendomi il tempo necessario affinché non ci siano errori e incongruenze.

Dalle immagini e dalle musiche del booktrailer presente in rete il tuo romanzo "Storia di un collegio" edito da IL MIO LIBRO del 2013 sembra un noir psicologico e misterioso...
(F.C.) Sì, "Storia di un Collegio" è un romanzo drammatico con elementi di mistero e suspense. Per rendervi l'idea, vi dirò la trama: "Nicola, studente al primo anno di Università, si trova di fronte al problema dell’alloggio: dopo aver compiuto una vana ricerca, ripiega infine su un collegio a conduzione religiosa, isolato in collina. La rigidità delle regole, gli sguardi ambigui dei frati, i corridoi bui, la struttura imponente e solitaria… C’è qualcosa in quell’ambiente che, da subito, non convince Nicola. L’amicizia con altri due ragazzi e le indagini improvvisate porteranno, piano piano, alla luce sospetti sempre più inquietanti e la serenità di Nicola sarà gravemente turbata ogni giorno di più.

Cosa nasconde il collegio/convento? Può la semplice permanenza in una struttura per studenti universitari trasformarsi in un incubo?

E, soprattutto, come mai soltanto Nicola, ormai adulto, può narrarci questa storia, premettendo però che non potrà mai più usare il suo vero nome?"

Il cinema è sicuramente un lavoro di equipe, scrivere è solitudine. Dalle esperienze che hai fatto quale situazione ti piace di più e cosa è più faticoso intellettualmente?
(F.C.) Diciamo che mi entusiasmano entrambe le situazioni, passo tranquillamente da un'esperienza di team alla mia scrivania solitaria. Essendo entrambe le passioni più grandi della mia vita mi appagano alla stesso modo. Ed entrambe richiedono impegno e dedizione ma forse è un po' più faticoso scrivere in solitudine perché lì la responsabilità della riuscita finale è completamente sulle tue spalle.

Sei anche fotografa. In un filmato dichiari che è importante non ritoccare. Insomma affidarsi alla purezza casuale dell'immagine...
(F.C.) Pur ringraziando e utilizzando i miracolosi software di fotoritocco quando serve, amo e apprezzo molto l'immagine pura, la foto scattata "quasi per caso" cogliendo quel preciso attimo che non tornerà indietro. Trovo una foto così scattata più autentica e penso che questo valore sia superiore alla qualità formale e agli standard perfetti adottati dal mercato.

"Esiliato sulla terra", (edito da David and Matthaus2014) il tuo ultimo romanzo è un  fantasy "sui generis" e si discosta totalmente dalla tradizione mainstream del genere...
(F.C.) E' vero. Con "Esiliato sulla Terra" non ci troviamo dinanzi a un puro fantasy con tutti gli elementi specifici di questo particolare genere letterario ma, in questo caso, la cornice fantasy, il ragazzo venuto da un altro pianeta quasi fiabesco, la magia, servono a raccontare aspetti psicologici e sociali.

E' un romanzo fantasy che unisce elementi fantastici a tematiche psicologiche ed emozionali, che porta in sé la metafora del "prima, durante e dopo" una delle innumerevoli prove che la vita ci pone dinanzi ogni giorno (da un semplice esame all'università a prove ben più difficili e dolorose, come ad esempio una malattia), l'angoscia e il tormento del "prima", la sofferenza del "durante" e il sollievo e il premio del "dopo".

Una parabola ascendente, un percorso di crescita attraverso l’umiliazione e l’annullazione di se stessi per arrivare a “occupare il proprio posto nel mondo”.

Indago tematiche quali la solitudine, il senso di smarrimento, l’emarginazione, il “diverso”, problematiche sociali attuali quali lo sfruttamento del lavoro in nero, la violenza fisica e verbale, una società troppo di corsa e attaccata al denaro, la povertà.

Possiamo così vedere, attraverso gli occhi del protagonista venuto da un altro mondo diametralmente opposto alla Terra, i mali che affliggono l’attuale società e arrivare, si spera, a qualche sana riflessione.

Un difficile destino attende Aeron, l’elfico protagonista che vive su Crono, idilliaco pianeta “oltre le nebbie siderali”: chiamato dai propri dei a essere Re, dovrà subire una prova alquanto temibile ovvero l’esilio su un pianeta sconosciuto per un tempo imprecisato.

Ed è qui che entra in gioco la Terra: sarà infatti scelta come luogo per l’esilio.

E, allora, ecco che Aeron si scontrerà con la società terrestre.

Se dovessi cimentarti in un qualcosa che non hai mai realizzato cosa faresti? In cosa consisterebbe la prossima sfida con te stessa?
(F.C.) Vorrei cimentarmi con un genere letterario che non ho mai affrontato finora (ho scritto per ora fantasy e drammatico). E credo che, quando i tempi saranno maturi, sarà proprio questa la sfida con me stessa. C'è una trama che ogni tanto mi viene a trovare e, chissà, forse un giorno diventerà la mia prossima fatica letteraria.

Realizzare booktrailer densi di suspense ti sarà servito sicuramente a indirizzare il pubblico verso l'acquisto del romanzo. Come è andata?
(F.C.) Al momento ho una cerchia di lettori che sanno ciò che scrivo, lo trovano interessante e mi leggono volentieri seguendo ogni mia nuova uscita. Certo è che si potrebbe migliorare eccome, magari varcando finalmente i confini regionali per andare a toccare tutto il territorio nazionale. Attraverso internet questo è possibile ma per far diventare il proprio nome e la propria produzione letteraria e artistica conosciuta la strada è tortuosa.

Preferisci leggere un libro toccando lo schermo oppure sfogliarne le pagine?
(F.C.) Sfogliando le pagine, senza dubbio. Amo la magia di tenere il libro cartaceo tra le mani, sentirne il profumo di carta stampata, la consistenza, chiuderlo e tenerlo sul comodino.

Mebook secondo l'esperienza di Flavia Cantini
(F.C.) Trovo molto importante l'esistenza di realtà come Mebook che permettano agli autori di ritrovarsi, far conoscere se stessi e le proprie opere, avere una propria pagina e la possibilità di scambio di informazioni. Cercherò di sfruttare sempre meglio questo portale.

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