Mebook! Social Network!
Accedi

Storia


L'UNDICESIMO MAESTRO di Antonia Serranò: Modifica

Una storia universale

Mentre leggevo L'UNDICESIMO MAESTRO di Antonia Serranò non ho potuto fare a meno di considerare che i generi letterari non sono altro che gli abiti con i quali gli scrittori rivestono le loro storie.
Borges diceva che le storie sono in tutto quattro. Di certo non sono molte di più.
Qui ci troviamo a seguire l'azione dell'eroe solitario, o del gruppo di eroi, che tentano di sconfiggere soverchianti forze del male. L'archetipo è riconducibile alla storia di Teseo contro il Minotauro. Il genere scelto dall'autrice e il Fantasy, ma la medesima storia potrebbe essere raccontata in chiave western (basti pensare ai film "I magnifici sette" o "Per un pugno di dollari" o al loro antesignano giapponese "I sette samurai").
L'ambientazione evoca a tratti un mondo di sopravvissuti da catastrofe nucleare, piuttosto che quello fantastico de "Il Signore degli anelli". Gli uomini non sono più la specie dominante sul pianeta Terra (perlomeno nella Terra di Niquam). Ci sono altri esseri (i Noorhei) dotati di poteri sovrumani, c'è una sorta di divinità dotata tuttavia di essenza materiale (la Pietra Celeste). E ci sono i Primitivi, esseri malvagi il cui scopo pare essere la distruzione degli altri esseri viventi, o meglio, la loro fagocitazione per assorbirne l'energia.
È l'eterna lotta del Bene contro il Male.
Ma fra le pagine del racconto s'insinua comunque un dubbio: i buoni sono davvero così buoni, visto non esitano a uccidere anche per futili motivi? I cattivi sono davvero integralmente cattivi, oppure lo sono soltanto perché sono visti attraverso la soggettiva dei buoni?
Ciò che colpisce in questo romanzo d'esordio è la solidità della struttura narrativa. L'incipit contiene il germe dell'intera vicenda, che ci mostra fin dalle prime battute nei suoi caratteri fondamentali: pericolo, violenza, lotta disperata contro la sopraffazione.
Il resto della narrazione si sviluppa attraverso la presentazione dei personaggi e dei loro conflitti, creando l'attesa crescente per lo scontro finale, che tuttavia è rimandato a un successivo episodio (L'Undicesimo Maestro è la prima parte di una saga).
In alcuni punti, la minuziosità descrittiva di un mondo che il lettore non conosce, dei suoi rituali, delle sue regole, rallenta il ritmo della narrazione. Ma il tutto è reso attraverso uno stile elegante e immaginifico.
Il finale sospeso rimanda al prossimo episodio della saga, ma ormai l'attesa è creata.
L'autrice, un'insegnante di lettere del liceo, ha rivelato di aver scritto questo romanzo per spiegare meglio ai suoi studenti i meccanismi e le strutture narrative.
Be', fortunati quegli studenti che si ritrovano in classe una professoressa che gli confeziona addirittura un romanzo inedito e per di più del genere che fra gli adolescenti va per la maggiore! L'UNDICESIMO MAESTRO di Antonia Serranò