Mebook! Social Network!
Accedi

Navigazione


GLI SCRITTORI CHE NON PIACCIONO

image
 
Come tutti i mestieri anche quello dello scrittore non è immune da critiche. Anzi, l’attività dello scrivere è forse quella maggiormente recensita da censori, critici improvvisati o di professione pronti ad emettere i giudizi più disparati: di sostanza, di cornice o semplicemente per il gusto di sentenziare questo o quel profilo letterario o personale dell’autore. La critica può esaltare o può “uccidere”. E’ fisiologica e fa parte delle regole del gioco.
 
Scriveva Luigi Settembrini: “Ci sono due specie di critiche, l'una che s'ingegna più di scorgere i difetti, l'altra di rivelar le bellezze. A me piace più la seconda che nasce da amore, e vuol destare amore che è padre dell'arte; mentre l'altra mi pare che somigli a superbia, e sotto colore di cercare la verità distrugge tutto, e lascia l'anima sterile.”
 
Robert Anson Heinlein:  “Un "critico" è un uomo che non crea nulla e proprio perciò si ritiene qualificato a giudicare il lavoro degli uomini creativi, Vi è logica, in questo: lui non ha preconcetti... odia allo stesso modo tutti gli individui creativi. ”

 

Entrambe le affermazioni possono essere ambivalenti: vi può essere superbiaanche in chi non accetta la critica o si ritenga libero da preconcetti. Il bello della critica è che non ha una verità assoluta: tutto è relativo e discutibile. Il peggio è che spesso la critica più feroce è fatta proprio dagli scrittori o da coloro che si professano tali. Il delirio di onnipotenza è una minaccia che sta sempre dietro l’angolo degli “innamorati della penna”,sia “analogica” che “digitale” ...

 http://vittorianoborrelli.blogspot.it/2015/05/gli-scrittori-che-non-piacciono.html

Commenti

  • Giuseppe Ciaravolo 1412 giorni fa

    Nessuna critica può aggiungere o togliere meriti al"creativo",tutto dipende dall'uso che si vuole fare della creazione ,in un contesto commerciale che è sempre più simile ad un mercato di ortaggi di stagione, le recensioni hanno un ruolo insostituibile, sopratutto quando si tratta di vendere merce deperibile come i romanzi a puntate o altre telenovelas letterarie.