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(continua 50)

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Last updated 906 days ago by Patty Biancacci

Categories: romanzi

Un documentario rivela tutta la suggestione e il coinvolgimento natalizio nella capitale italiana: lo scorrere delle immagini e delle interviste si fanno preziose per Wamoar che non si muove mai

da Cesena Torinese, in futuro, invece, farà molti viaggi come autista di pulmann, ma ora non ancora; lo scolaretto sa che sua madre sta dietro le grate in attesa di un suo cenno amorevole

almeno telefonico, specie per riappacificarsi sotto il vischio, ricevendo un bacio affettivo virtuale; l'inverno in paese si fa rigido col freddo e il ghiaccio scivoloso per le strade montane, non si

vorrebbe almeno un blocco esteriore tra le mura domestiche, un affannarsi di conflitti interiori che scaturiscono in un disagio nell'esprimere solo del malumore nei confronti materni.

Che ci sta intanto nel documentario?:" I turisti stranieri sono arrivati alla fine della strada, al Portico di Ottavia, e stanno fotografando il teatro di Marcello.

- Adesso a Piazza Navona. Vieni anche tu Samuel? - in risposta - Certamente. Le bancarelle del presepe mi interessano poco, però ci sono quelle dei dolci, che la profumazione si spande

da incanto. Andiamo. - A Piazza Navona sembra essersi data appuntamento mezza città: Alle bancarelle del Presepe si alternano quelle delle palle e dei fili argentati e dorati per

l'albero di natale, che hanno in mostra anche le scope delle streghe, portafortuna, di tutte le dimensioni; le bancarelle del tiro a segno, dieci centri per vincere un piccolo animale di

finto peluche; quelle dei regali, una diversa dall'altra, quelle dei panini e delle bibite. Ci sta la sorella media Star,che si ferma di fronte alla bancarella della porchetta, salta sul bancone,

così che non si muove da lì fino a sera inoltrata. Le persone che continuano ad arrivare, danno il cambio a quelle che hanno completato gli acquisti, che si allontanano cariche di

pacchi e pacchetti di tutte le dimensioni. I bambini presenti nella piazza, vanno avanti con in mano il cotone soffice dello zucchero filato, con nell'altra la bellezza effimera di un

palloncino colorato. Pittori di ritratti all'opera, sono circondati da una forma di capanna data dai curiosi visitatori; sulle panche delle fontane, diverse coppie si scambiano effusioni,

dei baci lunghi ed appassionati, al di fuori della gradevole confusione, fuori dal mondo. I fratelli di Star sono Samuel, Janni, che saltellano a lungo di banco in banco, i muri dei palazzi

attorno si sono accesi, al tramonto di morbidi rossi, che ora cedono il passo agli effetti cromatici delle luci artificiali. Parla Samuel: - Andiamo Star, levati dal bancone, dobbiamo andare

in trattoria, dove fanno anche la pizza, con il forno a legna, ci mettiamo in una panca tra l'intercapedine vicino al tepore del fuoco, ci stringiamo tutti, aspettiamo così fino all'alba -

Andandoci, si domandano se almeno le pizze le fanno genuine al loro palato, eccezionali da star tranquilli, e si avviano nel corso attiguo di Campo dei Fiori.

I tre giovanissimi, Janni, Star, Samuel, fatta anche una fotografia col prescelto Santa Claus travestito, da ricordo della giornata trascorsa nell'Urbe, fanno capolino nel ritrovo dove

si festeggerà il Capodanno, col veglione dove dilaga l'euforia di sentire della musica, di ballare tutti insieme, di cantarellare, di sbevazzare fino ad avere i fumi dell'alcol, risollevati

nell'umore, poi, dormiranno sonni magici tra le mura dell'agriturismo già prenotato dalla comitiva di cui appartengono. - il documentario cessa con i fuochi d'artificio fatti in varie

città estere, in modo diverso, eccitanti, strepitosi, di buon augurio per l'anno entrante. Wamoar spegne il televisore, brinda coi presenti, farà uno squillo a sua madre Mughetta...