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PAGINE SPIACEVOLI

PAGINE SPIACEVOLI

Ultmo aggiornamento 498 giorni fa da Patty Biancacci

Categorie: interviste

Bisogna controllare i gabinetti delle scuole, di tutte le scuole, in tutti i baretti, tutte le discoteche, tutti i cinematografi! Interveniamo dove e quando possiamo.

Qualche volta abbiamo fortuna, ma, anche se riusciamo a pizzicar un paio di quei figuri, la si sposta immediatamente da un'altra parte e il traffico continua

come prima. - Bisogna colpire i grandi spacciatori. - - Si fa presto a dirlo. Sono prsonaggi misteriosi e potenti. Nelle nostre reti cadono soltanto i pesciolini più

piccoli e sprovveduti; ma loro di quelli che sono alla testa del traffico non sanno nulla. E per uno che sbattiamo in galera ne spuntano altri due...-

Marki si recò nello studio del direttore dell'ospedale psichiatrico. il professor grandi era un uomo basso e tarchiato, con la testa quasi calva incoronata da un serto

di capelli grigi. parlava con sicurezza e profonda competenza. Era uno dei rarissimi scienziati che si erano dedicati al problema della droga, con un interesse

professionale alimentato dalla proccupazione personale per i pericoli della diffusione della droga fra i giovani.

Marki, con il blocco degli appunti squadernato su una gamba, lo seguiva con attenzione e prendeva nota diligentemente di quanto diceva.

- Non è giusto dire che le droghe facciano male, che , come siete soliti affermare voi giornalisti - lo ammonì il professore.

- eppure è un fatto che le droghe hanno ucciso molti giovani - si risentì il cronista.

- Quando si scrivono cose del genere, si ottiene l'unico risultato di far sorridere chi le droghe le conosce molto meglio di noi, per averle provate,

e sa quanto siano cervellotiche certe affermazioni. Così accade che, per voler calcare troppo la mano, l'intero discorso perde credibilità e non

viene ascoltato neppure per quanto contiene il concreto. - Come stanno le cose allora?- -Innanzi tutto, bisogna distinguere fra droga e droga.

Di non fare di ogni erba un fascio: un modo di dire che, nel nostro caso, è molto appropriato. Le sostanze psiccccccotrope, o allucinogene, come

l'hashish e la marijuana, sono ben diverse dagli pschedelici come l'LSD o, peggio, dalle anftamine e dagli stupefacenti veri e propri! -

- Hanno ragione quelli che affermano che l'hashish è innocuo? - - Dipende da che cosa intendono. E' vero che, per quanto ne sappiamo, gli

allucinogeni non producono danni fisici peggiori di un arrossamento di gola, non più grave di quello provocato dall'arrossamento per il fumo di una

sigaretta qualsiasi, oppure dall'inappetenza e dalla svogliatezza. L'hashish e la marijuana non danno neppure dipendenza: questo significa

che si può smettere di fumarli in qualsiasi momento, senza subire alcun contraccolpo fisico o psichico, come avviene invece quando si

toglie la droga ad un vero tossicomane. Ma resta il fatto che con l'hashis ci si mette in un'orbita di parcheggio, come diciamo noi.

- Che cosa significa esattamente, questa < orbita di parcheggio >? -

- Gli allucinogeni fanno scattare dei meccanismi inconsci, per cui già alla prima sigaretta di hashish si è virtualmente prigionieri della droga. -

- Mi hanno appena detto che si può smettere in qualsiasi momento...- obbiettò Marki. -

- Sì, se si vuole; ma non sempre si vuole e , anche allora, nessuno può essere certo di poter smettere, quando vorrà, e di non essere invece

costretto, anche suo malgrado, ad andare avanti sulla via della droga. Il vero pericolo degli allucinogni è appunto che molti ragazzi, delusi

dall'hashis o spinti dalla curiosità e dalla speranza di nuove esperienze, passano alle droghe forti. -

- l'escalation della droga - commentò marki, ricordando quanto gli avevano già detto.

- Anche su questo si dicono e si scrivono molte esagerazioni - lo ammonì lo scienziato. -

- Non è affatto inevitabile e fatale il passaggio a droghe sempre più forti e fatali; ma è ugualmente una realtà

che nessuno può illudersi di restare padrone di sè stesso, tanto da smettere di drogarsi quando vorrà o si sarà stancato.

- Mi hanno già detto che almeno un ragazzo su trenta passa dalle droghe leggere a quelle più forti. -

- E' un dato statistico abbastanza esatto - confermò il professor Mxizi - ma è improprio parlare di droghe < leggere > e

di droghe < forti >. E' più esatto riferirsi a droghe < morbide >, il cui effetto è strisciante, e a droghe < dure >, che

colpiscono e spesso rovinano immediatamente, in un giro di mesi. -

- Per quanto riguarda l'LSD? -

- Il discorso è press'a poco lo stesso, ma i rischi sono diversi e più concreti. Bisogna considerare quali sono gli effetti

dell'acido lisergico. Effetti che non possono essere tanto lievi come si tende a dire, dal momento che pressochè in

tutti i ricoverati negli ospedali psichiatrici è stato riscontrato un eccesso di acido lisergico nel cervello e quell'acido

sembra il più diretto responsabile della loro follia! - - Mi sta parlando degli effetti - incalzò il cronista.

-E' impossibile definirli: sono molteplici, si combinano l'uno con l'altro e assumono forme infinite da soggetto a

soggetto e anche, nello stesso soggetto, da esperienza a esperienza. E' più facile spiegare il meccanismo:

la sfera sensoriale risulta profondamente turbata; i sensi trasmettono una percezione alterata del mondo esteriore.

Durante un trip, come viene comunemente chiamato un nell'acido, si perde quasi del tutto la misura

del tempo e dello spazio; la musica acquista una sonorità nuova, i colori risultano più sfolgoranti ma senza forme

precise, in un moto lento. - - L'esperienza psichedelica - osservò il giornalista.

- molti artisti della nuova generazione, specie musicisti, ma anche i < filosofi della droga >, affermano che l'LSD

allarga la mente, dischiudendo nuovi orizzonti mentali e nuovi livelli di coscienza. -

- Queste affermazioni non sono del tutto infondate; ma è indubbio che il < viaggio > comporta un margine di

godimento voluttuario molto relativo. in pratica si sogna e, come per i veri sogni, si possono "sognare cose

piacevoli, ma anche molto sgradevoli". Non c'è alcun modo di garantirsi un sogno piacevole anzichè un incubo

spaventoso, che lascerà sconvolti anche dopo il risveglio. Chi usa l'acido parla di < viaggio buono > o di

< viaggio cattivo >, ma se il viaggio risulterà buono o cattivo, cioè la < risposta > individuale in quella particolare

esperienza, dipende da fattori imprevedibili ed incontrollabili: lo stato d'animo, la compagnia, l'ambiente...

lo stesso vale per la  "soglia". Sa che cosa è la "soglia"? -

Marki scosse la testa negativamente e il professor Mxnzi  proseguì la spiegazione: - E' il passaggio dal dominio della

propria volontà alla paranoia. Anche questo passaggio è estremamente variabile ed imprevedibile. A volte in

un soggetto, non si verifica per anni; ma può accadere all'improvviso, anche per una dose molto più blanda di quelle

a cui si è abituati. - - Che accade oltre la  "soglia "? - - Spesso l'incubo  esplode in accessi di terrore e di delirio, con

tendenze all'ira e alla crudeltà. ma può accadere, e in effetti accade quasi normalmente, molto di peggio.

la cosiddetta " regressione della coscienza ". Si torna sempre più indietro negli anni, agendo, comportandosi,

pensando come ragazzi, come bambini, come neonati; e il fenomeno non si arresta neppure all'età natale.

Continua anche oltre, fino al mondo pre-natale, a livelli di coscienza che non esistono nel mondo dei viventi

e che anzi sono rovesciati rispetto a tutti i livelli di coscienza del nostro mondo. -

- Vuol dire che si torna alla dimensione a cui si apparteneva prima di nasccere? - al cronista le parole uscirono

di bocca calcate dall'incredulità. - - Un altro mondo, un'altra dimensione...So bene che sembra assurdo  -

conferma lo psichiatra - ma è esattamente quello che si registra nella fase finale degli effetti dell'acido.

Pensi ad un guanto di gomma che a poco a poco ci sfiliamo dalla mano, rovesciandolo, finchè si distacca

completamente dalla mano e quello che era l'interno diventa l'esterno. L'interno è quello che sta al di fuori...

Secondo il nostro livello di coscienza l'interno è quello che sta dentro, non quello che sta fuori. Eppure,

quello che percepiamo come il lato interno è certamente il lato esterno, rovesciato. In quelle condizioni,

nell'esperienza psichedelicca, tutti i valori logici risultano rovesciati e risultano rovesciate anche le percezioni

dei sensi. Così i colori possono venire percepiti come suoni, oppure i suoni come immagini.-

- l'esperienza psichedelica vera e propria - annuì il cronista.

E' un'esperienza che può apparire suggestiva - completò il professore - senonchè non tutto resta limitato a quello.

Viene rovesciata anche ogni altra percezione. Si perde la sensazione di avere un peso corporeo, tanto per fare un

esempio, e allora si crede di poter restare sospesi a mezz'aria, addirittura di poter volare. E' il fenomeno che

scientificamente si chiama " iperestesia ". Ora, se è vero che l'LSD non uccide, rimane come dato di fatto che non

pochi drogati sono morti perchè, nello stato di iperestesia provocato dall'acido, erano convinti di poter volare e, per farlo,

si sono buttati dalla finestra. - - Quanto agli stupefacenti? - - il discorso cambia completamente. In questo campo

la certezza è che fanno molto male, che in poco tempo portano alla peggiore delle morti. Diventano una schiavitù

da cui non ci si può liberare se non distruggendosi: un bisogno che è oiù forte dello stesso istinto di conservazione e di

sopravvivenza. - - Può darmi dei particolari? - - Se ne potrebbe scrivere un grosso volume e ancora non sarebbe

stato detto tutto! Vuole vedere come l'eroina riduce un essere umano? Venga con me. -

Lo psichiatra portò il cronista in uno dei reparti: gli mostrò la persona colpita dall'eroina per parecchi anni che cercavano

di tenere in vita con tutti mezzi a disposizione, ma... lo psichiatra scosse la testa in un gesto significativo.

- E non saprei dire neanch'io - aggiunse, accoratamente - se quella che le stiamo conservando con tanta ostinazione

è ancora viva. Vegeta, nel senso più letterale della parola. Non capisce, non è capace di sentimenti o di reazioni.

Vive, ma in un suo modo misterioso, che ha ormai perso ogni contatto con il nostro. -

- Le condizioni che spingono alla droga quali sono ? accennò il cronista. -

- Sono la solitudine, l'insicurezza, le delusioni, lo scontento per la propria vita e la convinzione che non si riuscirà

a cambiarla, in questo mondo e in questa società. e allora si va a cercare rifugio e protezione in un mondo che non esiste. -

- Non è un motivo molto forte anche la curiosità? - continuò a domandare il cronista al professore noto.-

- Certamente: la curiosità, l'imitazione del gruppo, addirittura la moda. Però la curiosità porta ad esperienze

isolate e sporadiche, che finiscono da sole senza lasciare tracce notevoli non appena l'individuo si rende conto di

non aver trovato nella droga nulla di ciò che credeva e gli avevano fatto credere. I soggetti più provati sono

i tossicomani potenziali. l'aspetto più preoccupante della droga - concluse - è che tanti giovani rinuncino a

lottare per travasare nella realtà del loro futuro le loro giuste aspirazioni e i loro ideali, per sottrarsi alla realtà

 del nostro presente con la droga. - - Si dice che la droga è un'evasione. - rincalzò il cronista.

- E' vero, ma ma non da una prigione, bensì dalla propria mediocrità, E' una fuga davanti al nemico, una

diserzione di fronte ai propri ideali, per sottrarsi alla realtà del nostro presente. Vede, la droga , come la

prsentano i suoi stessi profeti, è esattamente il contrario dell'impegno: è il disimpegno totale, è la

rinuncia a lottare. la droga abitua alla passività, riduce in uno stato di dipendenza e di mancanza di autonomia.

Marki, adesso, in conclusione, per completare la sua inchiesta, voleva entrare in contatto anche con i

giovani che si drogano, parlare con loro, raccogliere i loro sfoghi e le loro confidenze: cercare di capire i loro " Perchè ".