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Family Tree 01

Family Tree 01

Ultmo aggiornamento 32 giorni fa da Allegro Ragazzo Morto

La notte non porta affatto consiglio, a volte porta un coniglio che irriverente inizia a rosicchiare i pensieri più congrui sino a lasciare solo stralci ed impronte più o meno in ordine sparso e da tutto questo piano alterato ciò che se ne ricava è un’ulteriore disamina esplorativa. Diciamo che hai mal di stomaco ed ingolli un quantitativo congruo di ranitidina… lo fai oggi, lo fai domani, continui per un po’ ma non ottieni alcun giovamento… per la legge dei grandi numeri prima o poi potrebbe farti anche effetto e per un’altra legge che non sto qui ad elencare potrebbe anche (sicuramente) non farti un cazzo. Giunti a codesto punto, il dottore medico, il bianco camice, lo sciamano di turno, se decidessi di ascoltarlo, ti proporrà una vasta gamma di esami ed analisi atti, bella questa, a sondare il tuo stomaco ed in generale ciò che lo contiene (TU imbecille!). Potresti arrivare persino ad una gastroscopia, nel peggiore dei casi una laparatomia esplorativa oppure… potresti anche continuare semplicemente a catafottertene e mantenere lo stato attuale seppur con qualche problema. Il tempo… il grande sterminatore non è dalla tua parte anzi.. in generale non è dalla parte di nessuno, prendi il vino… se troppo tempo trascorre esso diverrà aceto e altro tempo ancora si aggiunge potrai usarlo come scrostante delle pellicce di ratto spalmate sotto la marmitta.

È meglio una vita... È meglio vivere un giorno dopo l'altro, immergersi in questo fiume senza paura di lasciarsi troppo andare, senza paura di perdersi, senza paura di esplorare anse e rivoli più o meno consistenti, senza aver paura di aver paura perché la paura come ogni altra sensazione o sentimento è comunque parte integrante del viaggio. Il viaggio può consistere di varie fasi, può essere più o meno lungo, inaspettato, confortevole, brusco, accidentato, infinito, breve, intenso... Ma questo è irrilevante perché il viaggio è la vita che è meglio avere, la vita da avere, la vita in sé. Una vita, una come tante o nessuna in particolare. Non sto qui a prenderti in giro, lo sai… sarà un lavoro duro, potrai farti del male, potrai fare del male e, soprattutto sicuramente ne riceverai, ti potrai sporcare le mani, ti dovrai sporcare le mani e forse non arriverai al giorno di vederle pulite.

Il punto è che sei arrivato qui ed ora cerchi come tutti quanti gli altri un posto, una via, un motivo, una sorta di illuminazione. Ti dirò subito una cosa, bella o brutta cosa non importa come essa possa suonarti, tutte le argomentazioni affrontate dalla pubblica accusa sono stronzate. Tutte le argomentazioni affrontate dalla difesa sono ugualmente stronzate solo meno appiccicose. Il punto ulteriore non è infatti che tu sia qui o di come tu sia arrivato qui perché sei… ciò nonostante… qui. E chiamalo fato, chiamalo destino, chiamalo fottutamente innato principio di autoconservazione o semplicemente caso fortuito di/per una precisa volontà, di/per un incidente di percorso o per un qualunque altro stracatacazzo di motivo… Sei qui e questo è sufficiente. Non hai ancora lasciato le calde labbra nella migliore delle ipotesi, e già nei hai le palle o le ovaie piene della vita perché non trovi di meglio da fare che piangere con tutto il fiato che hai in corpo prima che ti venga offerta una bella fetta di torta bianco latte. Non ti ci abituare perché prima o poi la torta finisce e certo tu modificherai aspettative e gusti e propensioni e proponimenti e cazzi e mazzi e lazzi ma sia tu un mascolo sia tu una femminazza devi comunque pensare (a) due cose e solo (a) due per iniziare. Cosa devi fare e soprattutto per cosa lo devi fare.

A parte il fatto che il coniglio del cazzo non avrebbe comunque lunga vita perché dura lex, sed lex, mangiare o essere mangiati, i pochi pensieri rimasti galleggerebbero in un limbo e nulla di più pericoloso di un limbo dal quale attingere per ulteriori forse congrue in apparenza forse solo speciosamente congrue elucubrazioni.

Mangiato il coniglio… Potresti persino interrogarti sullo scopo, il tuo scopo ma di fatto… tutti i perché sono secondari e a dirla tutta ti riempirebbero solamente di interrogativi ulteriori ed inutili il cervello, in esso regnerà caos e sarai un drogato a vita di confusione ed anarchia a patto che, tu ne abbia ricevuto uno in forma congrua e degno di tale nome. Un principio dell’economia recita… molteplici scelte equivalgono a nessuna scelta e per tale motivo non cercare sempre il perché, nel peggiore dei casi agisci e basta, pagane o meno le conseguenze ma ricordati, sia che tu sia ancora un mascolo o una femminazza che non si possa essere incinta solo un po’ e che il ritardo non è solo quello del treno, che la gravità ha un suo fottutissimo motivo di esistere ed è meglio ricordarsene, che il fuoco brucia e l’acqua annega, una famiglia potrebbe fornirti (sottrarti) struttura ma da solo potresti essere ugualmente ben (de)strutturato, i sogni sono quelli che si hanno in fase r.e.m. e non quelli che si inseguono, guarda bene e dal lato giusto prima di attraversare perché anche se hai la testa dura un’auto è ancor più dura della tua testa e guarda bene anche dove metti i piedi perché altrettanto duro è l’asfalto. Avendo sete, una scirobetta è meglio di una birra ma se vuoi spappolarti il fegato oltre a tifare ostinatamente per la squadra sbagliata devi anche imparare a conoscere il tuo amico bourbon e suo fratello gin, meglio se Big Gin, insomma he sia un ottimo fermentato di orzo e per la cronaca… non annacquarli ma apprezzali sempre e soltanto dry e a tal proposito, un bicchiere va bene, due sono meglio ma tutta la bottiglia ha tutto un altro sapore.

Impara una sola verità assoluta che è la sola che sempre ti servirà e cioè che non esistano verità assolute, concediti il tempo che ti serve ma non quello che vuoi, il tempo ti accarezza ma con la stessa svedese spensieratezza ti incula. Socializza se proprio devi ma riservati di non farlo. Bene e male sono parole, cuore e stomaco sono organi, la ragione è sempre preferibile ad un attacco di dissenteria e in caso non fossi avvezzo ancora, tuo malgrado, alla concretezza del mondo, portati appresso un antiemetico ed un buon miorilassante, lascia perdere le droghe ma se devi proprio… fuma un buon sigaro o semplicemente respira a pieni polmoni. Gli amici li avrai e ci saranno anche i cornuti, soprattutto… impara che sbattere la faccia contro il muro non ti aiuterà ad andare oltre la frattura più o meno profonda del tuo setto nasale e che il muro… se così è chiamato ha un motivo essenzialmente valido di esserlo. Tradisci e sarai tradito, spandi e sarai un fallito, lavora per non esserlo dal principio. Cresci in fretta e morirai prima, cresci e morirai lo stesso ma con più pensieri. La religione è come la bandiera ognuno ha la propria e quando (gli) conviene la brucia o la rinnega. Onora i tuoi genitori se li avrai e se ne avrai occasione, sii retto ed equilibrato senza lasciar nulla però di intentato. Infine… perché è meglio una vita, ricorda che l’odio a volte serve e che l’amore è come il cancro.

Sei stato fortunato… va bene, non lo sei stato? È meglio una vita spezzata... È meglio vivere un giorno e un altro ancora perché resta il solo modo e la sola possibilità di essere. Non esiste un manuale per la perfetta guarigione. Ogni ferita è a se stante, nasce, si evolve e per lo più sì estingue in tempi ragionevoli... Sempre che la ferita non sia quella definitiva dalla quale non si possa guarire, quella che abbia originato la (tua) vita spezzata. In questo caso il fiume è qualcosa di diverso, non porta un viaggio e non porta svago è uno sbattere continuo, un po’ qua e un po’ là e la questione fondamentale oltre alla domanda che risponda a tutto il resto, è vedere, capire, sentire, quanto tu possa continuare a sbattere… quanto sia la tua stamina, quanto tu sia disposto a soffrire soffrendo quanto a te interessi aumentare questa piega nella quale stai già dopo il grande crack. Per la cronaca, il più delle volte una vita spezzata equivale anche ad un cuore spezzato, in codesto caso puoi provare con un cuore di maiale, il più simile a quello umano, certo la resa non è garantita e potresti iniziare a fiutare i tartufi ma il cuore è solo un organo, non lasciarti influenzare dalle palpitazioni, se fosse infarto non dovresti preoccupartene perché il tuo amico tempo in questo caso farà del suo meglio e non avrai più di che contemplare e contemplarti.

Usa lo svago per non essere F.O.L.A. (Fottuto Oltre Limite Accettabile) o il buon vecchio Chud che attende sempre in una capanna fatte di frasche o in una grotta vicino ad un fiume. Approfitta in quanto ramo spezzato per non avvicinarti troppo a coloro che brillino di luce propria, il legno secco e le scintille, vedi sopra, non vanno molto d’accordo e poi hai già una vita spezzata di cui preoccuparti non sarebbe il caso di imbarcarsi in una nuova quanto inutile avventura. Diciamocelo in silenzio, se avessi avuto spirito di avventura saresti stato fortunato ma siccome non lo sei attieniti al sistema, cerca di recuperare se ci riesci e se proprio non ce la fai scrivi le tue memorie, fatti amico un tasso o una mangosta, molto utili se vai per boschi, cammina anche senza guardare dove tu stia andando perché altro danno non peggiorerà il tuo stato anzi, potrebbe persino non farti danno ulteriore. Puoi fidarti perché sei un imbecille, puoi riposarti ed attendere il resto del giorno, che si spenga o che si ravvivi ma non per questo mettiti strane idee in testa di strane alchimie a base di liquidi altamente volatili ed infiammabili. Se fossi fatto per volare avresti le ali, se fossi fatto per nuotare avresti pinne e branchie e non saresti qui a leggere se avessi un cervello uno che sia nella media.

Sul latte versato è inutile spandere zucchero e cacao, come fai a leccare via tutto dalla moquette di astracazzo, potresti beccarti in base al livello batterico presente e a chi sia abituato, perché figlio dei fiori, a piedi nudi per casa una serie di accidenti collaterali sempre che il tuo sistema immunitario non sia ancora stato minato anche emotivamente da ciò che ti ritrovi a passare. Nel dubbio dormi a terra, lontano da un albero se all’aperto, non cercare risposte nel blu del cielo di mezzanotte perché nella migliore delle ipotesi sono fumi di cobalto e non aggiungerebbero nulla di buono alle tue capacità già precarie. Se hai però socializzato malgrado tutto, tuffatici perché non potrai andar peggio di prima e nella peggiore delle ulteriori ipotesi avrai fatto una doppietta, da spezzato a sprangato ed è statisticamente difficile ma non improbabile. Dovresti leggere di più cazzo, dovresti leggere e documentarti, magari fatti un po’ di analisi logica, l’unica che tu possa sopportare. Non è un modo perfetto, non deve esserlo, ma siccome ci sei animale tra gli animali renditi almeno non inutile e procedi.

Oggi mi sento male, perché a giorni va peggio ed altri va come adesso, erano quasi le sei quando finito di scrivere ho atteso e poi e poi e poi due per tre e poi adesso prima, un attimo prima di chiudere…

È meglio nessuna vita… è meglio non vivere affatto, è meglio andarsene e stare il più lontano da tutto il resto, dal dolore, dal bene, dal male, dalla gioia, dall’aria, dal sugo bruciato, dal perfettissimo orlato e dal patinato del cazzo, lontano dalle puttane e dalle rette vie, fuori dal centro dietro l’abbaino, in fondo alle scale dondolando sino al mattino… meglio lontani che farsi del male, meglio lontani che fare da sé, meglio invisibili e soprattutto lontano da me.