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Family Tree 02

Family Tree 02

Ultmo aggiornamento 32 giorni fa da Allegro Ragazzo Morto

Forse non leggi molto, macché… sicuramente sei e fai media con il resto della mandria dei non lettori (non parlo anche di libri), perché c’è chi invece legge assiduamente le figure al contrario e chi, trovando un libro abbandonato, invece di prenderlo per leggerlo, ritorna a casa prende il primo libro o forse i primi due, perché forse più di due non ne possiede lì oltre all’elenco del telefono e, di corsa, ritorna nel punto preciso per porre il libro o i libri accanto a quello accidentalmente incontrato. Forse leggi il giusto, potresti essere addirittura estromesso dalla media perché con i tuoi valori la media, in effetti, la falsi. Leggi due o tre libri ogni tre mesi e ci può stare perché c’è anche altro da fare e a volte anche di meglio che leggere. Ma se trovi un libro per strada di sicuro te lo prendi perché un libro è sempre un libro e prima o poi finirai con il leggerlo ugualmente. Forse leggi come pochi ed è questo il tuo problema, leggi perché lo preferisci ad ogni altra cosa, leggi e basta e non te ne curi leggi anche due tre libri contemporaneamente affinché il tuo pensiero non resti troppo assuefatto ad una sola parentesi. Leggi e marcisci, marcisci e leggi, meglio che marcire e basta, meglio che leggere e basta. Prendi il meglio dalle due azioni e in effetti non c’è un limite a quanto tu possa leggere o a quanto tu velocemente possa marcire. Ed invece io penso che tu legga e basta, sei assuefatto alle pagine scritte come chi abbia bisogno per vivere di respirare e allora io penso… hai mai provato a trattenere il respiro diciamo per venticinque o trentacinque minuti? Interrogativo. Sono sicuRA che tutto ti apparirebbe più chiaro.

Abbiamo un concetto di famiglia diverso. Complico le cose semplici rendendole assurdamente intricate, prevalentemente mi muovo contro corrente contro corrente. Apparentemente rendo complicatamente assurde cose essenzialmente e semplicemente intricate. Ricamo occhielli e corollari sulle affermazioni più semplici, ho sempre un assioma pronto per ogni occasione. Non riesco ad essere transigente, non ho il minimo senso comune di elasticità, sono cinico, sgarbato, spesso ai limiti della comune tolleranza, sto invecchiando e più invecchio più prediligo il turpiloquio e sono convinto che sia meglio esprimersi in modo volgarmente diretto che andar giù in/di punta di fioretto, non usare un fine cesello ma usare una carica per rendere stabile il cervello.

Non riuscirò a rimettere ogni cosa a posto come prima, sì è solo materia e non ci si dovrebbe legare molto alla materia come del resto a ciò che pur essendo materia risulta essere un po’ più articolata di essa. Avevo appena finito di sistemare gli ultimi scatoloni, avevo appena fin(i)to di asciugarmi il sudore, appiccicoso come una bava, quando sei una palla di lardo non ha importanza quante volte tu possa cambiarti la maglietta o le magliette, farti una doccia o gettarti in una tinozza, basta poco e ti ritrovi inzuppato allo stesso modo. Basta solo respirare o pensare per ritrovarsi in una costante situazione umidità. Parlare… vuoi parlare? E parliamocazzo… io vado matto per la conversazione, peggio di così non potevi proprio capitare. Parliamo, si dice che il dialogo sia un grande risolutore al pari dell’alcol, al pari della finta diplomazia e delle finte buone maniere, al pari della ragione, della guerra e della cognizione. E non vale sempre il detto del se mi stia antipatico ci parlo lo stesso a maggior ragione perché se vuoi scontentarli devi soddisfarli in modo eccessivo. Parlare ed impegnare il mio e l’altrui tempo, parlare implica forse ascoltare? Interrogativo. Parlare non implica forse farsi vedere? Interrogativo. Parlare è anche perdere tempo perché a volte di parlare non hai nulla con te e devi fare affidamento sul senso molto pratico che rivela il niente dietro un tutto sottile come carta velina quasi trasparente. Vuoi parlare, io una volta ci lavoravo con la mia voce, non era una gran trasmissione ma era a notte fonda ed in fondo era come parlare da soli ed è un’abitudine che non si scorda, una di quelle che possa anche salvarti la vita se sei a corto di corda.

Abbiamo un concetto di famiglia molto diverso. Ragiono per assoluti adesso più che mai, ho tentato per un po’ a (per)seguire un’altra strada ma ho solo sprecato tempo altrui perché del mio tempo, tutto quello che resta, non mi importa. Sono inconsapevolmente consapevole del danno che arreco agli altri e per questo limito la mia influenza, la mia presenza. Non ti puoi fidare di me perché sono oggi più che mai del tutto inaffidabile, irresponsabile, credo nell’unica verità assoluta e non importa che la situazione richieda invece un approccio più distensivo. Se la pace sia forzata tanto vale annientarla e mantenere la guerra, meno spreco di risorse e meno energie per ottenere il medesimo risultato. Non ho comprensione e sono arrogante perché mi arrogo il diritto di dissentire sempre e comunque in ogni istante. Invecchiando ho perso il tatto, ho perso la gioia e il senso di aggregazione. Ho perso e perso e perso e perso e mi sta bene, ho un animo pezzente, no… non c’è nemmeno un animo quindi non ci trovi nemmeno quello non ci trovi un bel niente.

Prima o poi doveva accadere, eccomi a scriverti una volta tanto, una tra tante, una delle tante… non è la prima volta, perché assurgi nei miei pensieri molto più frequentemente di quanto tu non possa pensare e che sia un bene o un male questo resta, assolutamente, un fatto del tutto secondario. È da un po’ che penso di scalzarti dalla topfive dei miei pensieri il problema è che la volontà in questo periodo per me abbia valenza zero e quindi tutto ciò che ne conviene è che nella topfive ci aggiungo altro per non averti lì da sola in cima e pensare anche ad altro. Ero avvezzo a non farmi annacquare molto dal luppolo fermentato, ma in quel periodo non avevo ancora la giusta intimità con Bourbon e Gin, meglio se Big Gin meglio se BourGin, e poi… era anche dovuto ad una questione pratica, a parità di costo potevo letteralmente affogare nel luppolo fermentato e anche quando parecchi anni dopo divenni un abituale frequentatore dei verdi campi dell'Irlanda del nord rimase quasi una costante, quasi.. perché volubilmente fu solo in seguito che altre divenissero le vene della dissonanza e della perdita condizionata nella circostanza più naturale. Perdita di contatto, perdita di ragione, perdita ematica, perdita e dissoluzione. Potrei ricordarmi dei passi e dei modi ma non sarebbe un itinerario allettante e quindi per quanto inaffidabile prendimi in parola. Nella topfive mio malgrado, malgrado mio, ci sei ancora e più di una volta al giorno e più di una volta ancora. Metterci altro e camuffarti a dovere mi era sembrata da principio non una cattiva idea ma adesso ciò che me ne viene è che a volte si dovrebbe fare ciò che si dovrebbe fare e non ciò che ci appartiene.

Abbiamo un concetto di famiglia diverso. Pecco d’orgoglio e prediligo la caduta e se dico NO ora e sempre non devo dare alcuna spiegazione perché così è. Non cerco nulla in nessun posto, nel tempo costante e presente e nella vita, non è più un modo e non c’è un verso e non me ne frega nemmeno che si possa trovare dell’altro oltre al nero (e) non ho bisogno dell’altrui approvazione ed apparire diverso, sembrare migliore utilizzando leve o un pretesto, sono come sono e non mi interessa cambiare, non ho alcuna aspirazione e a volte è la stessa socialità ad essermi di rigetto, non parliamo di ogni emozione perché con il tempo ogni esuberanza emozionale può essere piegata, circoscritta, imbrigliata ed allora diventa un problema in meno, sono solo e resto una perdita di tempo come stare alla deriva in mezzo al mare senza remi o vele e con una latente ma tuttavia (ciò non di meno) interessante voglia di affondare. Tutto ciò per quanto tu possa leggerne o anche capirne resta epifenomenicamente irrilevante.

Non posso bere caffè e mi serve, anche se i livelli di caffeina sono sin troppo alti ed in realtà il comportamento d’uopo sarebbe quello opposto io persevero nell’esatta e contraria direzione, perché… affermativo perché voglio il caffè. E posso anche non pensarci ed ho avuto più ore di veglia che oniriche per farmici due conti, e posso anche procrastinare il pensiero che tenti sempre di ammutinare tutti gli altri, potrei anche far finta di non averne bisogno ma ciò non cambia lo stato attuale.

Abbiamo un concetto di famiglia molto diverso. Se in molti me lo dicono probabilmente sarà vero… se in molti continuano a ripetermelo sarà senza dubbio vero. Se tutti quanti lo affermano con sicurezza e cazzo non possono essere di colpo, così… all’improvviso, impazziti, sarà dunque vero. Niente arrampicate sugli specchi con le mani insaponate, niente scuse di circostanza, niente di tutto ciò. Non posso farci nulla e adesso che ci penso non voglio farci e non sento di aver bisogno di migliorare alcunché e se da me dipendesse fermerei ogni cosa ora, immantinente! Ho un concetto di famiglia diverso e c’hai ragione no meglio, sei nel giusto, ieri, adesso e sempre!

Yes it was made with plastic and sand, glass and water. Glam and yet it was good, they stood there all night long, what did you say? All night long? I took my job seriously, all night long. All the same, all the same on the hillside, little boxes all the same. See.. even this I own seems to be perfect but it’s all plastic made, so it’s kind of deaf, so it’s the one I need to stay the one was really made. Can’t explain how it did happen but certainly was in that way, you wake up and clearly see or just see the way it was… the way it is and the way it should be!