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GRUPPO DI SCRITTORI IN UN INTERNO

Tizio ha pubblicato qualcosa nel gruppo “Parliamo dei libri”. Caio ha pubblicato qualcosa nel gruppo “Leggere allunga la vita”. Sempronio ha pubblicato qualcosa nel gruppo “Viva la lettura”. Sono i messaggi tipici che gli appassionati della scrittura ricevono tutti i giorni dai gruppi nei quali sono iscritti.
Sembra un tam tam che si eleva dalle foreste vergini dell’Africa e che non smette mai di suonare, martellante e insistente come il vociare di una combriccola di scalmanati sotto casa che non ti fa dormire, e che si perde in lontananza alle prime luci dell’alba.
Certo, lo scopo è benevolo: attirare l’attenzione sull'uscita dell’ultimo romanzo, dell’ultima poesia o scritto coronati da immagini di copertina, link e quant'altro per invogliare il lettore a scoprire, curiosare o acquistare il prodotto reclamizzato. Non c’è nulla da meravigliarsi, né da scandalizzarsi. Lo faccio anch'io, sia pure con discrezione e parsimonia.
Ma se le buone intenzioni ci sono tutte, gli effetti che ne scaturiscono non corrispondono quasi mai ai risultati attesi. Il motivo sta proprio nella composizione di questi gruppi di letterati, formata nella maggior parte dei casi da scrittori che non leggono altro che le proprie opere, e che magari “storcono” il naso se un “concorrente” s’intrufola nel social di turno.
Sono singole voci di un gruppo di scrittori in un interno, che non riesce a spaziare, librarsi e liberarsi di un meccanismo che invece di unire i propri consociati, li divide e li attanaglia senza intessere alcuna relazione che sia condivisione, confronto, scambio di opinioni. Solitudini che si moltiplicano con sporadici “mi piace”, il più delle volte di “cortesia” o supplicati ma raramente recepiti da lettori, nella migliore delle ipotesi, semplicemente “distratti”...
http://vittorianoborrelli.blogspot.it/2014/10/gruppo-di-scrittori-in-un-interno.html