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La Isla Bonita

La Isla Bonita Ne “La Isla Bonita” inizia l'avventura dell'agente apocrifa Carmen Elena Norma Tiffàri (in codice: #), che dà il nome alla seconda raccolta di racconti erotici de La Novella Orchidea. Dopo un divertentissimo, quanto crudo e oggettivo, riassunto della sua vita da ragazza, che comprende una trebbiatrice assassina impazzita e un don che la smercia sui set dei film dell'orrore, nonché una gran confusione all'anagrafe, l'incontro con il suo collega apocrifo Mariaberto Ireneo Trebbia (in codice: “”) segna la svolta della vita sentimentale (nonché sessuale) dei due giovani e dà l'avvio alle indagini, fortemente richieste dal misterioso e conciso capo dei capi dei Servizi Segreti Apocrifi, dott. prof. Sylvios Carnage, riguardo a un caso di omicidio apparentemente facile da risolvere. Imenelda Lautaro, la vittima, è stata infatti trovata morta in séguito a un potente shock anafilattico, conseguenza più estrema della sua allergia alle noccioline americane (spagnolette). La ragazza, fidanzata con un suo coetaneo studente di Giurisprudenza (principale indiziato), nella realtà dei fatti intratteneva una relazione peccaminosa (e soltanto orale) con il cardinal Danielfo Cello, inspiegabilmente ritiratosi nel paradiso caraibico, la cosiddetta Isla Bonita, dopo la sua morte. Carmen (#) e Mariaberto (“”), con l'aiuto del medico Georgiou Anametoi (in codice: Πρεμι *), imbastiranno un grande inganno basato sul sesso e sul cibo (indovinate di quale leguminosa si tratta) per incastrare il cardinale colpevole, recitando la loro parte migliore proprio sul suolo peccaminoso della Isla Bonita. Riusciranno i protagonisti a uscire sani e salvi dalla loro stessa truffa culinaria sessuale e a scagionare il fidanzato di Imenelda? Lo scoprirete solo leggendo!