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L'Albergo California

L'Albergo California Ed eccoci arrivati al terzo dei racconti erotici del ciclo giallo “Carmen Elena Norma Tiffàri”. La Novella Orchidea vi spalanca, questa volta, le porte di un albergo fin troppo particolare: il California, sinistramente simile alla canzone che rese celebre questo nome. Si narra infatti che la hall sia il punto di non ritorno dei suoi visitatori, individui appartenenti a diversi strati sociali, anche piuttosto elevati, ma non certo encomiabili per buone azioni. È questo il caso di un apparentemente innocuo curatore della scuola di canto corale, insieme al Cardinale Petore, esecutore di delitti orribili a danno delle vergini pie, complice di un Monsignore detto “El Cazòn” e di un misterioso “Inseminatore” (già nel mirino della polizia). Saranno proprio la nostra eroina Carmen Elena (#) e il suo manico di candela Mariaberto Ireneo (“”) a indagare sull’ultimo caso di scomparsa e omicidio di una delle ragazze del coro, Emma Lisa. Ma come incastrare i quattro dannati al California? Entrano così a far parte del pericoloso gioco nuovi personaggi, tra cui un (o una) celeberrimo (forse celeberrima) mago (talvolta maga) dell’illusionismo e della prestidigitazione, Adelio del Bϋs, un prete di nome Father Phyder (la cui y si può pronunziare indifferentemente i o ai, ma la cui Ph va rigorosamente letta F) e una graziosissima vergine (chissà) proveniente dalla Svizzera (agente Luganagain). Insieme ai due medici già noti, gli agenti apocrifi sotto copertura Georgiou Anametoi (Πρεμι *) e Mello Nider (^^, con pronuncia incerta della i di Nider), e all’amico don Mariostio, il capo dei capi Sylvios Carnage (dott. prof.) e la sua squadra correranno il rischio di perdersi all’interno dell’enigmatico hotel, pur di rendere giustizia alle vittime di violenza. È un gioco di specchi, quello a cui andrete incontro. Ma non preoccupatevi: la hostess des chambres dell’Albero California è sempre a vostra disposizione per guidarvi attraverso questa struttura labirintica, illuminando le ombre riflesse con la sua candela (e che candela!).