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LA NOTTE DEI RICORDI

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L’insonnia, si sa, è una brutta bestia. Spesso figlia dello stress e di azioni quotidiane compiute a velocità supersonica, è divenuta nell'era moderna uno dei principali effetti del trasbordo emotivo, dell’esaltazione dei sensi e dell’ansia incontrollata.

Sono tante le persone che popolano la notte. Mentre le luci della città si spengono, ve ne sono altre che si accendono quasi ad intermittenza nelle case e in altri luoghi di ritrovo, come un vecchio presepe che ci pare di osservare dalle finestre delle nostre stanze o semplicemente girovagando per strade deserte e lastricate.

Ma la notte è anche una fucina di idee per scrittori e sognatori, mestieranti e artisti di strada intenti a scrivere sui muri i pensieri più disparati e reconditi. Complice il silenzio, la notte genera ricordi che ti fanno andare indietro nel tempo.
 
Così è nata “La notte dei ricordi”, una delle mie canzoni più suggestive, scritta nel 1982, che è anche il testo di apertura de “Le parole del mio tempo.  Qui ad essere insonne è un ventenne alle prese con i ricordi della sua perduta infanzia...

 http://vittorianoborrelli.blogspot.it/2015/02/la-notte-dei-ricordi.html