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LA VOCE DEI POETI“Armandino, facci sentire la poesia che hai imparato a scuola”. Sarà cominciata così per qualcuno la passione per la scrittura in versi, quella declamata nei Natali freddi e nevosi o nelle domeniche di Pasqua sotto lo sguardo attento e orgoglioso dei propri cari. L’animo poetico si sarà sviluppato più tardi seguendo l’eco dei poeti che hanno elevato la letteratura fino alla massima espressione della cultura, con parole ispirate dalla comune assonanza di idee e di stati d’animo, di sensazioni interiori altrimenti non percettibili con il solo linguaggio corporale. Da bambini s’imparavano le poesie “a campanella”, esercizio mnemonico che doveva servire a sviluppare la capacità del “ricordo” e dell’apprendimento in tutte le discipline scolastiche. Ma raramente si comprendeva il significato di ciò che si studiava. A quell'età bastava l’immaginazione delle parole per stimolare la fantasia primitiva e disordinata della prima infanzia. “La donzelletta vien dalla campagna in sul calar del sole, col suo fascio dell'erba; e reca in mano un mazzolin di rose e viole, onde, siccome suole, ornare ella si appresta dimani, al dí di festa, il petto e il crine.”http://vittorianoborrelli.blogspot.it/2015/02/la-voce-dei-poeti.html

imageArmandino, facci sentire la poesia che hai imparato a scuola”. Sarà cominciata così per qualcuno la passione per la scrittura in versi, quella declamata nei Natali freddi e nevosi o nelle domeniche di Pasqua sotto lo sguardo attento e orgoglioso dei propri cari. 
 
L’animo poetico si sarà sviluppato più tardi seguendo l’eco dei poeti che hanno elevato la letteratura fino alla massima espressione della cultura, con parole ispirate dalla comune assonanza di idee e di stati d’animo, di sensazioni interiori altrimenti non percettibili con il solo linguaggio corporale.
 
Da bambini s’imparavano le poesie “a campanella”, esercizio mnemonico che doveva servire a sviluppare la capacità del “ricordo” e dell’apprendimento in tutte le discipline scolastiche.  Ma raramente si comprendeva il significato di ciò che si studiava. A quell'età bastava l’immaginazione delle parole per stimolare la fantasia primitiva e disordinata della prima infanzia.
 
La donzelletta vien dalla campagna
in sul calar del sole,
col suo fascio dell'erba; e reca in mano
un mazzolin di rose e viole,
onde, siccome suole, ornare ella si appresta
dimani, al dí di festa, il petto e il crine. ...
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