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Intervista a Yami Yume

Intervista alla scrittrice Yami YumeIntervista a cura di Mirela Stillitano

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La scrittrice, che incontriamo oggi, non lascia certo indifferenti. Il suo nome è Yami, nota anche come Yami Yume. E’ originaria della Sicilia, ma si professa anche innamorata del Giappone e di ogni forma d’arte e cultura orientale.

Yami, è il suo vero nome, o piuttosto uno pseudonimo? Ha un significato particolare?
Yami è uno pseudonimo, viene da un termine giapponese che significa “oscurità”.

La sua produzione letteraria è variegata e molto ricca, quando ha avvertito per la prima volta l’impulso irrefrenabile a scrivere? Ricorda cosa scrisse, o perché?
Quand’ero ragazzina amavo leggere molto, soprattutto i racconti del mistero, dell’incubo e del terrore di E.A.Poe. La prima cosa seria che scrissi, in assoluto, fu un remake romanzato del racconto “La mascherata della morte rossa”, uno dei miei racconti preferiti, che purtroppo, però, cestinai in un momento in cui ero piuttosto sfiduciata. L’impulso di scrivere tornò parecchi anni dopo, nel Giugno 2009, quando è nato “Immagina”.

Lei si occupa di un genere che comincia ad avere molto seguito anche in Italia: storie fantasy e horror. Si è mai ispirata a paure più o meno inconsce avute da bambina o in età adulta?
Buona parte delle mie storie traggono spunto da incubi che ho avuto nel corso degli anni e che mi sono rimasti particolarmente impressi. Altre, invece, nascono da fantasie, idee e paure che hanno accompagnato l’infanzia e l’adolescenza e che adesso ho rielaborato per dar loro una nuova forma e cercarne il significato.

Da cosa crede derivi l’interesse nutrito nei confronti di questo tipo di libri? Il lettore sfida la propria paura o è come se ci si riconoscesse, se vedesse una parte oscura di sé?
Il fantasy e l’horror sono due generi ancora piuttosto sottovalutati, in quanto associati all’idea che tutto ciò che è frutto dell’immaginazione non può che essere destinato a scopi puramente d’intrattenimento e a un pubblico composto prevalentemente da adolescenti. Invece, se ben sfruttati, questi due generi letterari possono avere applicazioni vaste e anche complesse, possono offrire spunti di analisi profonda che ci permetterebbero di comprendere meglio l’evoluzione del nostro mondo “reale”: attraverso la fantasia non solo possiamo dare voce a ciò che si nasconde nel nostro inconscio, ma possiamo anche osservare, esaminare ed interpretare cose, tendenze, comportamenti e mentalità diffuse nella nostra società da un’ottica diversa; possiamo rielaborare paure, emozioni, vizi, istinti che non riusciamo a spiegare in modo razionale o di cui non riusciamo a individuarne l’origine e che nonostante tutto determinino in modo significativo i nostri comportamenti, le nostre scelte e la nostra vita. Si può benissimo affrontare e spiegare il “reale” attraverso il fantastico, perché i due concetti di reale e immaginario in realtà non sono così diversi o distanti, al contrario dipendono e derivano l’uno dall’altro. Forse è ancora troppo presto e troppo complicato come discorso per poter essere accettato, ma i tempi stanno cambiando e magari dal caos attuale qualcosa di buono verrà fuori.

Non si può certo dire che Lei sia una scrittrice banale o priva di originalità, infatti scrive anche racconti bonsai e haiku, una tipologia di componimenti ancora poco nota, ma senza dubbio affascinante, che ha il merito di concentrare in poche righe, o poche rime, tutta la potenza della parola. Preferisce esprimersi così o con i metodi più tradizionali?
Sinceramente non ho preferenze: la mia scrittura è istintiva, non segue uno stile specifico, piuttosto necessita dell’atmosfera adatta per potersi esprimere al meglio.
Lo stesso vale per ogni altra forma d’arte in cui mi cimento.

Lei è anche una disegnatrice, cosa ama disegnare? E come disegnerebbe sé stessa?
Disegnatrice, così come Scrittrice, sono parole grosse, suonano come titoli carichi di responsabilità che in qualche modo ci si deve conquistare, per questo tendo a non utilizzarli parlando di me stessa: lascio che siano gli altri a scegliere se usarli o meno quando si rivolgono a me. Non ho fatto corsi o scuole specifiche, sono autodidatta e, come dicevo anche prima, mi lascio guidare da istinto e ispirazione.
Disegno prevalentemente ritratti o figure astratte con uno stile personale che a volte può ricordare quello dei tatuaggi. Una volta ho disegnato me stessa come un coniglio bianco di peluche con alle spalle un’ombra nera proiettata sul muro: rappresenta le due metà di me, la mia fragilità e ingenuità esterna contrapposta a quella parte più forte e misteriosa di me rimasta nascosta e che ancora stenta a manifestarsi.

E’ una cosplayer, ci racconta in breve in cosa consiste, o come è arrivata a coltivare questa passione, e soprattutto che personaggio ha interpretato ultimamente?
Il Cosplay è un'arte nata in Giappone verso la fine degli anni '80 a scopo d'intrattenimento e consiste nel creare abiti e costumi ispirati a personaggi di manga, anime e videogiochi giapponesi per interpretarne fedelmente i ruoli. Successivamente il Cosplay si è diffuso nel resto del mondo e sono persino stati istituiti eventi e concorsi durante i quali i partecipanti (ovvero i cosplayer) sfilano o si esibiscono sul palco davanti a una giuria che, alla fine dello spettacolo, premia i concorrenti migliori. Originariamente abiti, accessori e scenografie venivano creati interamente dai cosplayer, ma oggi molte persone si rivolgono a sarte professioniste o ad altri cosplayer che si sono specializzati nella realizzazione di abiti e accessori trasformando un hobby in lavoro.
Ho cominciato a dedicarmi al Cosplay nell'estate 2010, coinvolta da alcuni ragazzi e ragazze di Catania e dintorni conosciuti su internet. Essendo appassionata di produzioni e culture Asiatiche, conoscevo già questa pratica, per cui ero entusiasta all’idea che finalmente questo genere di attività fosse arrivato anche nella mia regione. L’ultimo cosplay che ho realizzato è stato quello di Edea Kramer, la strega del famoso videogioco giapponese Final Fantasy VIII, con la quale ho vinto il primo premio assoluto della 3° Edizione del Modix 2013.

Ci parla dei libri , dei racconti o dei componimenti cui è più legata e che vuole far conoscere al nostro pubblico?
Dal 2011 fino a oggi ho scritto e pubblicato un romanzo e diversi racconti, aforismi e haiku che hanno vinto diversi concorsi e sono stati pubblicati nelle antologie dei rispettivi premi letterari. In seguito, alcuni di questi racconti sono stati pubblicati in un’antologia tutta mia insieme a sei inediti.Molti racconti, così come parte del primo romanzo, traggono spunto da sogni e incubi che ho avuto, per cui sono particolarmente legata a queste storie. Trattandosi di diversi lavori, inseriti anche in antologie in cui sono presenti gli scritti di altri autori, per comodità e ragioni di spazio mi limiterò a parlarvi dei due libri che mi riguardano nello specifico:

Titolo: Immagina
Editore: Libro Apertto International Publishing
Genere: romanzo fantasy, horror, psicologico
ISBN: 9788897818809
Dettagli: 376 pagine, copertina e illustrazioni in bianco e nero di Yami
Sinossi: Feo è un ragazzo infelice. I suoi desideri si sono infranti uno dopo l’altro, i suoi ideali e i suoi interessi sono incompatibili con quelli dei suoi coetanei e, nonostante possegga numerose qualità e doti, non riesce a trovare un’occupazione che lo soddisfi. Quando viene anche separato dalla ragazza che ama, si chiude definitivamente in se stesso. Incapace di uscire dalla condizione di infelicità in cui è sprofondato, in una piovosa notte invernale desidera di non doversi svegliare mai più. Scivola in uno stato di profondo torpore e quando riapre gli occhi percepisce che qualcosa è cambiato. La porta d’ingresso del suo appartamento è spalancata e fuori si è aperta una profonda voragine. Dall’oscurità emerge uno strano vecchio che si presenta come Custode di Chiavi del passaggio che collega il mondo della veglia a Immagina, la terra dei sogni. L’uomo lo invita a entrare, offrendogli la possibilità di cercare il senso della sua esistenza lì dove ha dimenticato qualcosa di molto importante. Ma lo avverte: non sarà un viaggio facile. Le terre di Immagina non sono popolate soltanto da creature fantastiche e luoghi meravigliosi, ma anche dagli Incubi, entità spaventose che perseguitano abitanti e sognatori, seminando ovunque dolore e distruzione.
Deve decidere in fretta: il passaggio non può rimanere aperto per molto tempo.
Dopo qualche esitazione, Feo accetta.
Il romanzo venne pubblicato per la prima volta nel Marzo 2011 con la Sangel Edizioni e ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra i quali la Segnalazione di Merito alla "V Edizione Premio Letterario Massa, città fiabesca di mare e di marmo" nel 2011, la Menzione Speciale al Concorso "Casa Sanremo Writers” nel 2012 e la Segnalazione della giuria per Meriti Letterari alla “XXVII Edizione del Premio Internazionale di Letteratura PHINTIA 2013”. In seguito alla chiusura dell’attività della precedente casa editrice, il romanzo è stato ripubblicato dalla libro Aperto International Publishing nel Maggio di quest’anno, con una nuova veste grafica.

Titolo: Black & Noir
Editore: Kimerik
Genere: raccolta di racconti horror, fantasy, urban fantasy e noir
ISBN: 9788868840464
Dettagli: 130 pagine, copertina di Yami
Sinossi: Undici racconti fantasy, horror e noir, di cui 5 vincitori di 4 concorsi letterari e pubblicati nelle antologie nate dai rispettivi eventi e 6 inediti. Undici storie in cui il mistero e la paura si alternano in un contesto che mescola efficacemente scenari di inconfondibile cultura orientale di ultima generazione a un ambiente onirico oscillante tra sogno e incubo.

Dove è possibile leggerli o acquistarli?
Immagina può essere acquistato nello shop online della Libro Aperto International Publishing (http://www.libroapertointernationalpublishing.com/product.php~idx~~~104~~Immagina~.html) e “Black&Noir” nello store della Kimerik (http://www.kimerik.it/SchedaProdotto.asp?Id=1442).
Inoltre, entrambi si trovano nei maggiori negozi di libri online come IBS, La Feltrinelli, in Mondadori,Libreria universitaria, Amazon, Unilibro, DeaStore, Libreria Fernandez e tanti altri.
È anche possibile richiederli presso qualunque libreria fisica semplicemente fornendo i rispettivi Isbn.

Come valuta la sua esperienza con Mebook?
Positivamente: è un’ottima vetrina che offre agli autori esordienti e agli emergenti uno spazio valido e gratuito tramite il quale far conoscere i propri lavori.

Grazie ancora Yami per il tuo tempo e buona continuazione da tutto lo staff.

Il profilo di Yami Yume su Mebook! http://www.mebook.it/profile/Yami-Yume