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(Continua 38)

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Last updated 1604 days ago by Patty Biancacci

Categories: romanzi

Nel frattempo, dopo la nascita di WAMOAR, la zietta Gefia, seguiva con invidia, le mosse di sua cognata Mughetta;

bisogna comprendere quanto desiderio di maternità represso, abbia Gefia, per gli avvenimenti che la seguono nel

suo compito quotidiano, nelle sue emozioni sentimentali, nel suo dibattersi in equivoci trascorsi, tra i suoi parenti.

Gefia, alla festa della mamma di maggio, non festeggia proprio nulla: quando serve nel negozio di ortofrutta, anche

qualche piantina ornata di fiori per il giorno 8, serve insieme ad Hass, la merce.

Dopo, in serata, alla chiusura del negozio, la zietta Gefia affronta Hass in un discorso troppo delicato :

"Penso, Hass, che tu mi debba dire qualcosa del tuo passato, che nascondi con tanto affanno!"

E la risposta di Hass, di contrappunto si fa seccata:" Che dovrei dire del mio paese natale?"

Gefia si ostina senza pietà, perchè ormai si fa carica di rancore, poichè non può possedere l'uomo

per cui si consuma ogni giorno, in faccende domestiche e lavorative: "Avevi una famiglia, ci hai

lasciato una moglie, dei figli, una dimora vuota senza di te?"

Che sfacciataggine nel discorso diretto ad Hass, uomo orientale dalla pelle ambrata e sensuale,

che risponde a rime: " Odio parlarne...non è come pensi...potrei affermare che..sì! ho un figlio mio

laggiù, dove le bevande alcoliche non si possono bere, se non la bibita che ti chiesi di consumare

al "BARETTO", in collina bellunese. Non penso di tornare in patria, la mia posizione si fa troppo

pericolosa e ostile nei confronti del governo locale..."Che mi dici mai!!" esclama Gefia di colpo,

gesticolando con una banana matura appena sbucciata e affannandosi a voler sapere di più

dal suo principale aggiunge " Dimmi tutto, dunque, se per te, si fa come un macigno la tua pena".

"Ebbene"continua Hass nel suo racconto"ebbene andavo come studente, in un corso scolastico,

per non passare per un predone del deserto...facevo i miei compiti, seguivo le lezioni con

interesse, quando di punto in bianco...piacevo alla maestra sposata in tutti i sensi...io così appena

maggiorenne...facevo il difficile sia in casa che a scuola, per il carattere irrascibile... ecco che

lei, possiamo nominarla come la Luna in arabo,non guardava al sottile per possedermi...così

mi ha avuto diverse volte, togliendosi le voglie, lontana dagli sguardi dell'effettivo marito.

Mi ha letteralmente consumato il sistema nervoso, troppi sotterfugi per incontrarsi, troppe

occhiate furtive...dopo che mi ha annunciato della gravidanza e del mio futuro figlio, ho

lottato con me stesso, con il carico delle nostre responsabilità di fronte al governo locale

per cui saremmo stati giustiziati...e ho abbandonato la mia terra natale.."

Gefia sbalordisce di fronte a tanto dolore, sebbene frammisto a gioia, per il piccolo nascituro,

che avrebbe comunque ignorato il vero padre, la zietta fa per stringere a sè Hass, nel suo tormentato

discorso, questa volta lei ci riesce... lui che singhiozzante non ce la fa più...si lascia andare

tra le braccia della donna infuocata di desiderio e tra i due esplode la fatidica passione attesa.