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F..F..Famiglia? Non riesco neanche a dirlo...

Oggi mi sono svegliata con la voglia di scrivere un manuale. Un manuale di sopravvivenza. Ma sopravvivenza vera eh, mica quella che si deve tirar fuori quando sbarchi in un'isola deserta.. Quello è nulla paragonato al vivere anche solo una giornata in casa Bellino. Qui dentro è una vera e propria giungla. Una di quelle giungle piene di animali feroci che ti ringhiano contro senza mai mangiarti, affollata di zanzare tigre che ti massacrano, esseri viscidi che ti strisciano incontro, strusciandosi su di te e trasmettendoti il loro veleno, mortale.
Ma partiamo per ordine.
Ci tenevo a fare un'identikit delle bestie appartenenti alla famiglia Bellino.
Il papà: essere capobranco. Uomo beato fra le donne. Esempio tipico, portatore della filosofia di vita della famiglia, dove la parola d'ordine è scappare.
Di fatto, codesto uomo si accerchia di svariati interessi. A parte il lavoro, che già lo vede impegnato durante l'intera giornata, c'è la chitarra classica, guai a chi tocca tale vitale oggetto! Quindi, com'è giusto che sia, i pochi momenti in cui degna la sua famiglia della sua fondamentale presenza, li trascorre strimpellando una chitarra, e, lasciatemelo dire, lo spettacolo uditivo è sempre troppo, ma troppo straziante. Sarebbe capace di far saltare i nervi pure a Ghandi. Ed è tutto detto.
Ma vogliamo parlare della sua insensata allegria al lavoro? Il capobranco della famiglia mulino bianco (ho deciso che da ora la chiamerò così), è il più stimato, venerato, e divertente dell'intero posto di lavoro! Si, effettivamente è tipico suo sparare battute demenziali, di quelle che non fanno ridere neanche Carletto dei sofficini findus.
La mamma: essere donna. Donna frustrata dalla vita. Donna che si sveglia la mattina perennemente incazzata, frustrata, con una voglia di vivere di almeno 100metri al di sotto del sottosuolo.
Essere donna che si sveglia con il preciso intento di sputare il suo veleno mortale a chiunque le stia attorno. E questo veleno si chiama frustrazione.
E' di un colore verde vomito.
Ha un odore nauseabondo.
E colpisce chiunque.
Non risparmia nessuno.

Ciascuno di noi ha la propria oasi felice. Già, che strana cosa.. Un'oasi felice!
Si, perché ognuno di noi ha bisogno di evadere da qualche cosa.
Gin ha bisogno di evadere da termosifoni che non funzionano, una stufa che scalda sempre troppo poco, una chitarra che emette suoni strimpellati sempre troppo infelici, un cane schizzato, che abbaia solo quando non dovrebbe, salta sui letti sempre quando non è il momento di giocare, e una sorella troppo fissata per le proprie cose, una di quelle persone che non butta mai niente, ma che non usa neanche mai niente per paura di consumare le cose. Ha comprato una macchina due anni fa con i risparmi di una vita. Tale macchina è rimasta in vetrina. Non è possibile usarla. Probabilmente si sporcherebbero troppo le ruote. E mica si può sfoggiare una macchina con le ruote sporche... Non diciamo idiozie, avanti.
Per salvare la propria anima da questo manicomio è strettamente necessario attorniarsi di interessi, di cose da fare, in modo da restare in casa il meno possibile, specialmente durante il weekend, quando tutta la famiglia (ovviamente si fa per dire) è tutta riunita. Momenti di delirio puro. Una madre abituata da ben 26 anni ad essere sottomessa. Una desperate Housewife nel senso letterale del termine. Una donna abituata a trottare a destra e sinistra, una mamma abituata a tenere tutto sotto controllo, sotto la sua ala da chioccia, tutto gira perché lei esiste, le ore scorrono tranquille ( in fondo, che sarà mai una guerra mondiale al giorno... cose piuttosto rilassanti e di routine), e tutto grazie a lei, che oltre ad essere mamma si spaccia pure per idraulico, maciste, mister muscolo iterattivo, wonder woman, suora mancata, animatrice liturgica, maestra di catechismo, baby sitter… E, per ultimo, ma assolutamente non trascurabile, badante di un marito, oltretutto di due anni più giovane. Uomo troppo viziato, che non sa cosa sia una famiglia, perché ha sempre vissuto esclusivamente per il lavoro, per le sue passioni, per lo studio. Uomo troppo colto, uomo che studierebbe per tutta la vita. Classico uomo che conosce il nome di tutte le ossa presenti nel corpo umano (in fondo di professione è ancora un medico), che sa elencarti tutte le malattie possibili ed immaginabili dalle quali una persona potrebbe essere affetta in qualsiasi parte del mondo, ma che non sa che sopra le mutande si mettono i pantaloni, d'inverno eventualmente un giaccone e non una t shirt, non ha minimamente il senso dell'abbinamento, in parole povere non è capace a vestirsi; e cosa a mio avviso ancora più grave (se è umanamente possibile), non sa dopo ben 26 lunghi anni che ad una delle sue figlie fa schifo la maionese, e che l'altra non mette il formaggio sulla pasta.
Non conosce l'esistenza di un'aspirapolvere, figuriamoci di uno straccio per lavare per terra. Pare non curarsi del fatto che le sue figlie non abbiano un ricordo di lui almeno fino al dodicesimo anno di età. Da allora in poi, ovvio, la scuola cominciava a diventare importante, le figlie cominciavano ad essere meno bambine, quindi era il momento di inculcare nelle loro piccole teste felici che la scuola, quella sì, viene prima di tutto.
Un papà che odia i bambini.
F..F..F..Famiglia?? Non riesco neanche a dirlo.
Poi Gin si fa una marea di problemi, perché si sente l'unico essere presente sulla faccia della terra a non essere geneticamente portata ad avere relazioni degne di avere tale nome. Beh, se diamo un'occhiata all'ambiente in cui è vissuta... Insomma, sempre meglio rimanere zitelle a vita piuttosto che passare da figlia a badante in un sol colpo. Mica viglio cambiare il pannolone a mio marito appena sposata! Immaginati che luna di miele romantica: “Amore, qua ci sono i mutandoni della nonna che indosserai domani, la domenica bisogna essere ben vestiti per andare a messa! Metti questi di lana soffice, così si possono abbinare perfettamente alla cravatta”...
Che immagine schifosa.
E non è finita qui!
Non scherziamo, sarebbe troppo bello per essere vero!
La mamma, grande chioccia, macister, wonder woman, badante prematura, chiamatela come volete, è in fase di esaurimento prematuro, non ha neanche sessant'anni che diavolo, e perché?
Lo indovinate perché?
Semplicemente perché perde colpi, incomincia a fare fatica a stare dietro a tutto. E incomincia a fare fatica a ricordarsi tutto.
Ma ragionando, quale donna umana riuscirebbe a fare la metà delle cose che riesce a fare lei alla metà dei suoi anni? Magari, ma proprio solo magari... Pretendiamo un po' troppo da noi stessi?
E accetta una buona volta che sei “Solo” una Donna, si, con la D maiuscola, ci sta. Ma una Donna.
E basta.
Io mi accontenterei anche di diventare una vera donna.
Figurati.
Eppure che dire, questa è la famiglia, mica possiamo scegliercela!
Anche se il 90% delle volte che torni a casa vorresti riandartene.
Anche se varchi quella porta entusiasta, magari per quello che ti è successo durante la giornata, o al contrario devastato dalla stessa giornata, e in un caso o nell'altro avresti voglia di condividere. Si, condividere, perché in una famiglia si dovrebbe fare questo, condividere. O almeno così credo. Che ne so in fondo io che cosa si deve fare in una famiglia.
Eppure voglio dannatamente bene a questa gabbia di matti. Io stessa faccio parte integrante di questa gabbia di matti.. Ne ho i geni!
Ho i geni della pazzia e lo dimostro ogni giorno!
E se mi sono ritrovata wonder woman disperata, mister maciste in pensione come mamma, e il Santana in pensione come padre ci sarà ben un motivo no? Basta solo trovarlo.
Allora universo cosa aspetti a darmi un segno??