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Sinus Durae Matris 01

Sinus Durae Matris 01

Last updated 390 days ago by pages/owner/

Be careful, something could change then you have to know change’s bad, I mean really bad so when you notice then... you make up your mind, write it down then notice further, change means bad. As the change as the talk, talk, talking, handle it, you should, you drunk, got a plan from Venus High, third time party all through the night, nothin' to share nothin' to rave’bout, had an invitation and yes sirs, to you, we so gladly and merrin’all the fuckin’way remain.Talk, holy, you just came (in) here, you want to talk (my dear), it’s been too long, just so long I can’t collect any usable pattern between us, fuck, you’re speaking figuratively, it’s sad (talk) it’s bad (change), it’s the way you cut me up and I’m not speaking literally nor figuratively but nonetheless you’re here… so, let’s hear… spill it out, spill it the way you feel, no fear, just say it. Balancing bad bees Betty bought bits borrowing better butter and ultimately Betty, poor Betty, died from bees punctures.

Dormigliare, rallentando inconsapevolmente il proprio respiro, ascoltando svanire l’eco profonda dell’IO, stagnare e quindi irretire piccoli mantici semantico-onirici, labili linfatici fluorescenti ubriachi di flueoxetina strappano via piccoli ed affilati ventagli collettori ancora affondanti in morfiche proiezioni senzienti, riposare e quindi sparire giacendo nell’emottoico enfatico straziato di spirali fobiche egocentriche perennemente assetate ed arse nell’ira.

Water never seemed so deep at first sight, sure it was cold, icy cold but nonetheless she went ahead, walking slow, sinking slow until she felt her body lifted up by the same water until it became her liquid bed. She felt the urge to let the air out to sink again deeper and once on the below, her eyes wide shut saw the ghostly lights, the river in the sea mourning for all lost while the warm stream between her legs made all suddenly viscously caressing. The scars on her arms went open, waiting for a time, a certain amount of time and in a finite amount of it she started to blur in flames, to lose her grip, her constants, to fade away in a meltdown of blood and dizziness waved while conscienceless. You dream, it came in time to pull you out, what did you try to do and what in the blazes you wanted to achieve, it came so did I.

In Regressus Sanguine. Per un po’ pensai fosse una minuscola differenza in difetto ciò a separarmi inevitabilmente dal tatto e dall’etereo, canali subliminalmente eccitati attraverso vibranti curve lamellari cremisi drenanti la mia bolla magna, ricettacolo a pareti sottili, circolo sempiternamente attivo, seni profondi ed occulti accoglienti e meno che mai riconoscenti. Dissoluzione involuta, rapidi movimenti oculari involontari, frammentarie nozioni del sé antitetiche e probabilmente auto indotte cancellerebbero ogni segno di risoluzione empirica, ogni ombra accecante, qualunque volontà contraria. È solo un fardello più o meno consistente, è solo ciò che ci si accorga di mantenere, di avere, di sopportare, di trascinare, è sempre e soltanto una scelta risultante suo malgrado di altre pregresse ma ugualmente costanti. Sei bocche ribollenti, sei fessure infernali, sei abbracci malevoli avvolgenti e profondi, portali venosi senza ritorno, acceleranti inversamente esponenziali di un collasso termico completo. Per un po' provai ed osservai questa minuscola bolla gelatinosa, concentrato pulsante di squilibri biochimici. Sarei stato meglio se lontano, sarebbe stata meglio se lontana, in uno spazio avulso alle decisioni l'unica deduzione corretta è lo stato di fatto.

Adding a smaller mass within a larger one, be one, be off, that’s the deal, you lose something I do even, I make a stand alone while you go. You fade I consume. You drift I tame. Birds came, scaring ones, black, crows maybe… maybe more like ravens, they mostly come by night, the night that neuters fears and I recall. Sorry Kaliban can’t do that, not while I’m on the deep side of the final cut even under your watch nor while it seems you cared, you think I do as well, it’s just wrong this place, not on this fucking planet my dear. When I’ll be no more you take your bags and bargains and entrails and face it all. I can’t recall last time I was sitting like this hearing the voice of rain, hearing the far echo of (your) her voice while repeating all those scenes in my mind, so far, dialogues, hints, smirks, fights and all, sometimes she came really hot in this, somehow truly angry and some more she was unbelievable sweet and just hungry.

Non è mai una questione di tempo perché è sempre e soltanto questione di volontà ed ogni riferimento analitico, ogni assunzione pragmatica tenderà ad intorbidirsi a mano a mano che l’esperienza accumulata inneschi quel sempre crescente abbacinio cognitivo. Come ogni sera è la nebbia ad issarsi lungo pareti irregolarmente increspate ed affilate e fredde ed umide, la nebbia che poi affonderà sulla ragione il suo miglior colpo come da alzo da manuale, come da perfetto organo attivo, come da perfetto incursore. V'era un solo modo Vera di arrivarvi, attraversare quella ripida e stretta connessione modellata nel carbonio convulso, flussante, pulsante, materialmente sempre battuta ed affrontata, a volte indebolita e persino ferita. Arrivarvi, dannazione, giungervi poteva persino rappresentare una destinazione istituzionalizzata ma in realtà ci si trovava solo ai limiti dell'infinita commessura, sorgente di un nuovo arco di caduta in forma di strabiliante cicloide. Difficile da intuirsi nonostante l’amarezza e il propellente onirico di scarsa stabilità a disposizione. Difficile da comprendersi ma invero lampante se in forma di spettro entropico agonizzante perseverante quindi in uno stato tanto atterrente quanto distopico.

I said I’d never look back in anger but even if I’m done with the past, possibly, the past isn’t through with me, see this… it ain’t a choice nor an opinion indeed it’s a matter of fact. As simple as that. Ad un certo tempo, dato un certo tempo, l’utilità di una qualsiasi forma di comunicazione, vedi anche il dialogo, viene meno, oltre un certo punto infatti la comunicazione risulta essere del tutto inefficace se non addirittura controproducente. Non hai imparato nulla in tanti anni di vita… non hai imparato salvo commettere gli stessi deprecabili errori. In un contesto diverso sarebbero errori ai quali si possa facilmente rimediabile ma dato questo contesto, date le parti in causa e dato il tempo, ogni tuo errore è solo un livello di distruzione ancor più funzionalmente applicabile. Osservandola memorizzare cadenze e fonemi, accenti e respiri, sempre attenta ed attiva nelle più piccole ed infide pieghe del tessuto comunicativo, leggeva certo ma già interpretava ogni motivo emozionale come uno spartito incita l'organo al forte e fortissimo ed al piano e pianissimo. Leggeva carpendo ogni sfumatura interpretativa, ogni gioco duale sul detto e sull’opportunamente taciuto e ancora una volta silenzio per farsi udire ed esporre l'assolutamente oscuro.

See, life (again) it’s like a movie scene (again), can’t see it coming maybe but then it strikes you in your groin, you start to spit blood and then you’re down shittin’ your pants but nonetheless asking for seconds. Maybe time’s slippin’ away and I’d like to agree with her but (she’s right) we’re (she’s damn right) always too distant, so far almost we’re lost away, far from sight far from the heart even face to face. It’s not a perfect world after all and what’s happening in the closest Nebula is none of (y)our concern anyway. (You told me) Can’t be on a word without writings and care about what you may use and (again) care for to achieve finally life, build those bridges up to things I want to share. Can’t be on a world without matter, I didn’t want that to happen and so therefore I am, still unable to enable a decent conversation, to open the very inner shadow of my side, to let others reach deeply inside. Words may be perfect as intentions are, words may be effective and faithful but also so lapidary when they outcome the context and you’re not resting anymore but you discover you’re the mourned in silence ‘cos that’s your grave. Bite your fucking tongue, I need a drink and you’re stripped, we’re gonna do really bad and better things. The happier sad moment in my life is when I do locate it.

Ombre più o meno vaghe ispessiscono comunque questa tara di incomunicabilità, sono ombre o fumi, sono io o solo me intento a chiudere il resto e non per tenerlo lontano ma solo fuori, oltre la soglia della quale non abbia più alcuna cognizione. È solo derisione, un futuro già inutilmente imperfetto ed effimero, un solido ponte di argilla a collegare estremi semi sommersi e per questo mai pienamente definiti ad una prima occhiata. Non chiudo una porta e nemmeno un portone e se chiudessi una porta allora sbarrerei anche il portone perché non ho alcun interesse a sorprendermi non che io possa ancora essere sorpreso. È andato il tempo e anche il mio rimpianto, tutto andato e così sia.

I remember the happy side of my side, the happy side of your life, it’s the only thing that eases the disturbing sound echoing in my brains, the only reason I have nothing but regrets. I could talk to you but I prefer if I may, I’ll write you instead, I do like this way, it’s easier and I’m comfortable in my ways, free to bring and take from my lost memories to my essential less-than-a-soul core so, even if I can’t see any light around and I’m still in complete darkness and that’s why I didn’t call you back anymore or try in reachin’ you to further notice, to show you I still care and always will. I do recall for me just a foreseeable future full of misleading, something I must deal with, only on my own terms and letting you free, letting you back where you’ll be better and safe without me anywhere near. I’m getting used to my silence and emptiness, to my self-inducted disease, my hunger and the deaf heart.

Qualcuno alla porta, qualcuno alla porta, apri, qualcuno (apri) alla porta qualcuno alla porta, qualcuno qualcuno qualcuno qualcuno qualcuno qualcuno apri o sfonda o la sfonda la porta o ti sfonda la porta è la paura è la paura che bussa che sfrutta è la paura, qualcuno, qualcuno, alla porta qualcuno ti sfonda, apri la porta, qualcuno alla porta, porta paura apri a qualcuno la porta alla paura. È la paura, la paura che ti aspetta, che ti apre e ti affetta e ti rivolta e ti annienta. Qualcuno qualcuno qualcuno qualcunoqualcunoqualcunounounounounounounounonuonononononononono.

Took one bottle down, I’ll have two more ‘cos I’m spilling my beans and it’s (I’m) far to be over and time gets slower and night longer and flame always burns on the surface, bright sorrow my dear I told you so, once I used to play to get some relief from the world, it seemed to be the best way to delay the inevitable, the cuts, the sober way in order to drink and smoke and hurt and fall deeper once again.

I miei livelli sono volutamente eccedenti I comuni valori di tolleranza, questo perché ad un certo punto è molto più importante riuscire a non chiedersi il perché delle cose e soprattutto il perché di noi stessi. Non è una richiesta, non è nessuna cazzo di richiesta, io affermo e basta, non mi serve né la compassione né la stima né un aiuto del cazzo. Affermo e basta e tanto più affermo tanto più il mio spirito assolutista si rafforza.

And here (still) I am, lustrum on pain, fighting my addictions, embracing the real, coughing on lithium along the journey that never ends. I try and gather better words just to tell how my continuous search on balance and steadiness proceeds, how my best attitudes summoned my worst fears. There was a time I thought I was free, untied from ramblings and livid surprises, close to my purpose, high and bright, close to understand the true meaning of everything in life. Oh dear, so much time, so much elucubrations and yet, words and actions, bad, really bad behavior and now I feel there’s so few time left. And we fought hard, just words but in a fight, last time we saw each other we broke, we lost our souls indeed. I blame myself don’t worry about that, I know for certain I (was) am enough wrong for both. Pain’s my worst friend all long, I seem to endure but really I’m tired and sooner or later I’ll let all go.

She told me once she wasn’t feelin' that better in a long time, I was happy to hear that. Damn, I don't feel better I don't even know the meaning of feeling better... Should I try and mend the broken pieces? Should I? Guess what... Better like this... See these months I’m no-one again, back to invisibility and then deeper again on the worst side of the story losing balance and more. Pains feel my sleep so I can’t, pains is in my life now and then, I can’t tell but I feel and that’s enough, the best deal I could make. You get a life I take the pain back, holding, suffering, keeping it away from you. Easy deal, you live I don’t.

Sai cosa… non ti piace sentirlo e men che meno ascoltarlo tuttavia… è così.

You got wheels for your legs see, and I’m bringing you around whenever you like, nothing come easy anyway, I kept mine sure you may say I’m fucking lucky but lost something more valuable instead, more valuable than legs I guess, oh believe me I’d change that with you anytime, anywhere. So I keep my cuts, people’ll say you’re livin’in Bitch city, the one ain’t got no soul. I’m a cutter but who cares, who fucking cares about that, you keep your wheels btw nice and shine I keep my turmoil and there I sink as well. People say I’m leaving Bitch city and got no soul at all. I‘m a burner who cares that’s fine with me. Nothing's better than having no purpose, caring for no-one despising the deepest and profound meaning of life itself. Another fine day in hell, welcome home, the end of the world bro.