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L'altro volto del nazismo

L'altro volto del nazismo

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L'altro volto del nazismo...

 
Esatto. L'altro volto del nazismo. Quello più scomodo, più duro e più nauseante. 
Per conoscere a fondo l'Olocausto basta leggere Primo Levi. Schietto, lineare e obiettivo. O possiamo abbandonarci al ritratto commovente della giovane Anna Frank. Entrambi descrivono la realtà della guerra, dei soprusi, della violenza esercitata da coloro che erano ritenuti i "cattivi". Ma chi erano i cattivi durante la guerra?
 
La risposta è: i tedeschi.
 
A distanza di qualche decennio è sempre più difficile trovare libri che parlino di costoro, di come erano realmente; alcuni scrittori ci hanno provato, tratteggiando alcune figure chiave del regime nazista e dando un ritratto vivo e drammatico di alcuni personaggi, Hitler compreso. L'effetto ultimo è stato quello di accentuare agli occhi del pubblico solo la cieca cattiveria e l'odio verso gli ebrei che animava le azioni di molti di loro. 
 
Andando dentro la questione, esistono però molte più sfumature, anche profonde. 
 
Solo che al pubblico tutto ciò non interessa. Ormai c'è stato l'Olocausto, gli ebrei sono le vittime, gli Alleati i vincitori e tutto il resto è da dimenticare. Anzi, è già dimenticato. 
 
Non dico che quello che è accaduto è da esaltare, il contrario piuttosto. 
 
Ma obliare è l'errore opposto. Dichiarare che sono tutte stronzate significa non solo ignoranza; ma anche paura.
 
La paura di guardare in faccia come l'uomo sia stato lucidamente spietato, etichettando tutto come un "caso storico".
 
Ciò di cui parlo si trova in GOTT MIT UNS
 
Non ho avuto alcun freno nella sua stesura, mi sono basato su interviste dell'epoca, documenti fotografici liberi da licenza, e alcuni saggi sull'argomento. E ho costruito una trama in cui si delinea l'affresco di un'epoca vista con gli occhi di tre medici nazisti.
 
Nel mio romanzo non compare la parola Olocausto. Per un nazista non significava nulla. 
 
Non ci sono sentimentalismi retorici. Solo il modo in cui ragiona una mente del genere in un simile contesto.
 
Non è un libro VERITA'. E' un romanzo che presenta delle vicende molto verosimili basate su ciò che avveniva in Germania negli anni Trenta. 
 
Prima di me uno scrittore canadese, Jonathan Littell, con il romanzo Le Benevole è riuscito a mostrare qualcosa di simile; ma il suo è un appassionante romanzo sulla guerra in sé, ricco di riflessioni e monologhi del protagonista. In ogni caso va a lui la mia lode per ciò che ha scritto.
 
GOTT MIT UNS va oltre. 
 
Lo consiglio a tutti coloro che vogliono farsi un'idea di ciò che ho detto.