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RECENSIONE DI "LE TRE ETÀ DELL'UOMO"

Il codice del best seller

Adamo, un professore di applicazioni tecniche in pensione, vedovo, ha quasi ottant’anni. Abele, informatico prepensionato dall’Alitalia, appassionato di donne, sposato con Lavinia e padre di Fabrizietto, ha una cinquantina d’anni. Enos , studente geniale e appassionato di letteratura, ha sedici anni. Personaggi che più diversi non potrebbero essere, ma riuniti dal destino (che sembra manifestarsi già in quei tre rari nomi biblici) attorno a un programma straordinario.
L’ incontro – fortuito e fortunato – dei tre protagonisti porta infatti a un sodalizio il cui scopo è la clonazione, via computer, di romanzi best-seller. Il programma informatico è di Abele, che ha tratto l’idea dalle letture di sua moglie di cui ha colto, nei titoli, la furba serialità. Adamo, grande catalogatore (ma non lettore) di libri, metterá a disposizione la sua biblioteca circolante. Enos farà le ricerche nei testi estraendone gli schemi e i dettagli descrittivi necessari al programma.
Mentre procedono nell’organizzazione della loro società, i tre procedono anche nel normale altalenare della vita: nonostante le differenza d’età, per tutti e tre la noia della convivenza, che spingerebbe alla scelta della solitudine, si alterna al sollievo della compagnia e si arrende sempre davanti agli impulsi sessuali, la cui ripetitiva banalità è messa in risalto dalla rapida apparizione di Paola, figlia di Adamo e Carlotta e ideale erede del superiore erotismo della madre. Il successo commerciale dell’impresa sarà il liquido amniotico in cui si assopirà ogni altra pulsione.
Una storia dal finale amaro, dunque? Forse, ma raccontata in modo agile, spesso esilarante, pieno di una cultura capace di prendere in giro se stessa.

(A cura di Guglielmo Colli - http://www.liberolibro.it/?s=franco+mimmi)